Dal 20 al 22 novembre la sesta edizione della fiera alla Nuvola dell’Eur. Circa 140 gallerie, la Germania Paese ospite e un programma che intreccia grandi maestri, nuove generazioni e sperimentazione. In calendario anche mostre dedicate a Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Hidetoshi Nagasawa.
Sta per riaprire la sesta edizione di Roma Arte in Nuvola, in programma dal 20 al 22 novembre negli spazi della Nuvola dell’Eur. Circa 140 gallerie italiane e internazionali, mostre tematiche, installazioni, performance e incontri animeranno tre giornate pensate per mettere in relazione il mercato, la ricerca artistica e le istituzioni culturali. Al centro dell’edizione 2026, la Germania, scelta come Paese ospite, e un percorso espositivo che affianca protagonisti del Novecento e artisti contemporanei.
Ideata e diretta da Alessandro Nicosia, promossa da Eur SpA e affidata alla direzione artistica di Adriana Polveroni, la manifestazione consolida il proprio ruolo nel panorama fieristico nazionale, puntando su un modello che non si limita alla presentazione delle opere e all’incontro tra galleristi e collezionisti. L’obiettivo è ampliare il confronto tra linguaggi, generazioni e istituzioni, facendo della fiera anche uno spazio di approfondimento culturale. Tra le novità figura Approdo Roma, sezione curata da Pier Paolo Pancotto, che arricchisce l’offerta espositiva.
Germania protagonista, Lombardia spazio alle nuove generazioni
La partecipazione tedesca assume un significato particolare nell’anno in cui ricorre il 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. Per l’occasione, la mostra Viaggio in Italia. Nostalgia dell’Italia, curata da Gregor Jansen e Julia Apitzsch in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia, indaga le influenze reciproche tra le due culture attraverso il lavoro di otto artisti appartenenti a generazioni differenti.
Il progetto riunisce Friedrich Andreoni, Johanna Diehl, Heike Gallmeier, Candida Höfer, Sven Johne, Thomas Struth, Thomas Scheibitz e Fabian Treiber, proponendo una riflessione sull’immagine dell’Italia e sulla sua capacità di alimentare immaginari e percorsi artistici oltre i confini nazionali.
Accanto alla presenza tedesca, la Lombardia partecipa come Regione ospite con uno spazio dedicato alla creatività under 40. In mostra una selezione degli Art Posters realizzati in collaborazione con Triennale Milano e Fondazione Milano Cortina 2026: manifesti olimpici e paralimpici interpretati da giovani pittrici e pittori attraverso il linguaggio della pittura contemporanea. Un progetto che mette in dialogo arte, sport e identità culturale, già presentato alla Triennale di Milano e al Padiglione Italia di Expo Osaka.

Il pittore, 1927
Courtesy Tornabuoni Arte
Il patrimonio pubblico incontra la creatività contemporanea
Una parte significativa del programma è dedicata alle istituzioni culturali, con la partecipazione di realtà del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale e della Camera di Commercio di Roma. La presenza ministeriale si articola in diversi nuclei espositivi, pensati per raccontare le attività di tutela, valorizzazione e sostegno alla produzione artistica.Tra le novità, la partecipazione del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale con Made in MiC, iniziativa che mette in relazione design, tradizione artigianale e collezioni museali. Il progetto punta alla realizzazione di nuovi prodotti per il merchandising culturale, valorizzando il patrimonio attraverso forme di collaborazione con il mondo della progettazione contemporanea.
La Direzione generale Archivi propone invece un percorso dedicato alla storia della moda e del Made in Italy, attraverso materiali provenienti dagli Archivi di Stato di Roma, Firenze, Napoli e Torino. Documenti, disegni e testimonianze ripercorrono un itinerario che attraversa epoche e stili: dai merletti del Settecento ai bozzetti di Adolfo Coppedè, dalla tradizione della guanteria napoletana alle produzioni del Gruppo Finanziario Tessile, fino alle collaborazioni con Giorgio Armani, Valentino e Ungaro.
La Direzione generale Creatività contemporanea torna con una selezione di programmi e strumenti pubblici destinati a sostenere gli artisti e la produzione culturale. Lo spazio ospita anche fotografie acquisite per la Galleria Nazionale dell’Umbria attraverso il bando Strategia Fotografia, esempio del contributo delle politiche pubbliche alla crescita delle collezioni museali.
Completano il quadro due presenze di rilievo: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che espone opere di Marinella Senatore, e il MAXXI, con lavori di Thomas Ruff. La partecipazione delle istituzioni rafforza così uno dei tratti distintivi della manifestazione, ovvero la possibilità di far dialogare il circuito commerciale con il patrimonio pubblico e la ricerca contemporanea.

Da Corrado Cagli a de Chirico, tre percorsi tra arte e spazio
Tra gli appuntamenti centrali dell’edizione figurano tre mostre dedicate a Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Hidetoshi Nagasawa, artisti che hanno esplorato, attraverso linguaggi differenti, le relazioni tra materia, immaginazione e spazio.
Il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Corrado Cagli offre l’occasione per riscoprire un aspetto meno noto della sua produzione. La mostra Cagli è anche scultore, nata dalla collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Archivio Corrado Cagli, approfondisce la ricerca plastica dell’artista attraverso opere realizzate tra il 1959 e il 1967. Il progetto, curato da Giuseppe Briguglio, Miriam Pitocco e Livia Sforzini, presenta maschere e ritratti in cartone e metallo, alcuni dei quali inediti o raramente esposti. Il percorso mette in evidenza la trasformazione della materia e il significato simbolico del volto, soffermandosi sul passaggio dalla carta al metallo e sulla dimensione rituale della maschera. Il titolo richiama un’osservazione di Aldo Palazzeschi del 1962, che già allora invitava a riconoscere il valore della scultura nella ricerca di Cagli.
Un ampio arco temporale caratterizza la retrospettiva dedicata a Giorgio de Chirico da Tornabuoni Arte, che attraversa la produzione dell’artista dai primi anni del Novecento fino agli anni Settanta. Il rapporto con Roma rappresenta il filo conduttore della mostra: la città in cui il pittore scelse di stabilirsi definitivamente nel 1944 e dove visse nella casa-studio di Piazza di Spagna. Dipinti e testi accompagnano il visitatore attraverso le diverse stagioni della sua ricerca, dalla pittura metafisica alle successive reinterpretazioni del proprio universo figurativo. Tra le opere in esposizione figurano Il pittore del 1927, un nudo femminile del 1923 già appartenuto alla collezione di Alberto Savinio, Piazza d’Italia con piedistallo vuoto del 1955, oltre a Il Trovatore e Bagni Misteriosi, entrambi del 1968.
Il foyer della Nuvola ospita invece Untitled, omaggio a Hidetoshi Nagasawa curato da Adriana Polveroni. Le sculture monumentali dell’artista giapponese, realizzate con materiali come marmo, piombo, legno e bronzo, costruiscono equilibri che sembrano sfidare il peso e la gravità. Il rapporto con l’architettura e con la luce diventa parte integrante dell’esperienza espositiva. Trasferitosi a Milano nel 1967, Nagasawa ha intrecciato il proprio percorso con quello di protagonisti dell’avanguardia italiana come Enrico Castellani e Luciano Fabro. La sua ricerca, sviluppata tra scultura, architettura e performance, mette in relazione la spiritualità orientale con le sperimentazioni occidentali, esplorando il vuoto, il silenzio e il rapporto tra opera e natura.
Installazioni e nuovi sguardi sul contemporaneo
Il programma si completa con interventi che ampliano ulteriormente la varietà dei linguaggi presenti in fiera. Tra questi, Spiagge di Pietro Fortuna raccoglie lavori realizzati tra il 2016 e il 2024 e concentra l’attenzione sul rapporto tra l’opera e lo sguardo di chi la osserva. Un tema che invita a interrogarsi non soltanto sulla forma artistica, ma anche sulle modalità attraverso cui il pubblico entra in relazione con essa.
L’attenzione alle ricerche contemporanee si estende inoltre al confronto tra artisti, curatori e operatori del settore, attraverso un calendario di incontri moderati da Adriana Polveroni. I talk affrontano alcuni dei nodi centrali del sistema dell’arte, dalla circolazione internazionale degli artisti al ruolo delle istituzioni, fino alle relazioni culturali tra Italia e Germania.
Gli appuntamenti dedicati al Paese ospite e a Corrado Cagli affiancano Mal d’Italia, confronto sulla presenza degli artisti italiani nel panorama internazionale, con Peter Benson Miller, Cecilia Canziani, Costantino D’Orazio e Gian Maria Tosatti. A chiudere il programma sarà Senti chi parla!, incontro con Giulio Cassanelli, Silvia Cini, Silvia Giambrone e H.H. Lim, protagonisti delle performance realizzate durante la manifestazione, chiamati a raccontare al pubblico le motivazioni e i significati dei propri interventi.
Quattro riconoscimenti contribuiranno infine a valorizzare artisti e gallerie: il Premio C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, il Premio INSIDEART, il Premio Canson 2026 e il Premio Hilton Rome Eur La Lama.
La fiera esce dalla Nuvola e raggiunge il centro di Roma
Tra le iniziative che caratterizzano l’edizione 2026 c’è anche l’estensione del programma oltre gli spazi dell’Eur. Alla Casa Museo Mario Praz, nel cuore della città, sarà allestita Eco domestiche. Corrispondenze contemporanee nella casa dell’anima, mostra ideata e curata da Pier Paolo Pancotto. Il progetto inserisce opere contemporanee negli ambienti della dimora storica, mettendole in relazione con gli arredi, gli oggetti e le collezioni del museo senza alterarne l’intimità. Il risultato è un confronto tra epoche e sensibilità diverse, nel quale la memoria letteraria e il carattere privato della casa diventano parte integrante dell’esperienza artistica. Tra gli artisti coinvolti figurano Andrea Bolognino, Paolo Canevari, Enzo Cucchi, Debora Hirsch, Eva Marisaldi, Genuardi/Ruta, Lu.Pa, Alessandro Pessoli, Marta Ravasi, Namsal Siedlecki, Nico Vascellari e Ilaria Vinci. L’iniziativa amplia il raggio d’azione di Roma Arte in Nuvola e propone un modo diverso di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea: non più soltanto all’interno di uno spazio fieristico, ma anche attraverso il confronto diretto con un luogo storico e con la sua identità culturale.








