Dagli scatti dedicati ai luoghi pasoliniani al cinema, dal teatro di parola alla musica popolare: dal 26 ottobre al 2 novembre il Teatro Porta Portese ospita la seconda edizione di “Pasolini Art Visual Territorio”, una rassegna gratuita che attraversa l’opera e l’eredità culturale di uno degli intellettuali più radicali del Novecento.
Ci sono luoghi che conservano la memoria di una persona e altri che, attraverso il tempo, continuano a raccontarne le idee. È da questa relazione tra spazio, immagini e ricordo che prende forma il percorso di Pasolini Art Visual Territorio, la rassegna che torna a Roma per la sua seconda edizione, dal 26 ottobre al 2 novembre, negli spazi del Teatro Porta Portese. Dalla fotografia al palcoscenico, dalle pellicole alle parole, Pasolini Art Visual Territorio costruisce un itinerario nel quale ogni forma espressiva contribuisce a restituire la complessità di un autore impossibile da ricondurre a una sola definizione. La mostra fotografica rappresenta, in questo senso, un ingresso privilegiato: osservare i luoghi significa misurarsi con le tracce di una storia che continua a interrogare il modo in cui abitiamo le città, raccontiamo le periferie e interpretiamo i cambiamenti della società. A cinquantuno anni dalla morte, Pasolini rimane una presenza critica che resiste alle semplificazioni. La sua eredità non consiste soltanto nelle opere che ha lasciato, ma nella capacità di mettere in discussione le certezze del proprio tempo e di riconoscere, nelle contraddizioni del presente, le ragioni di un’inquietudine ancora condivisa. La rassegna romana sceglie di restituire questa vitalità attraverso il confronto tra generazioni e discipline, offrendo al pubblico un’occasione per riscoprire un protagonista fondamentale della cultura italiana del Novecento senza separarlo dalle domande del nostro tempo.
La città vista con gli occhi di Pasolini
Il primo sguardo è rivolto alla fotografia, con la mostra I luoghi pasoliniani, inaugurata il 21 ottobre, che restituisce una geografia di tracce, paesaggi e suggestioni legate alla vita e all’opera di Pier Paolo Pasolini. Le immagini esposte nascono da un laboratorio fotografico itinerante condotto da Emiliano Bartolucci, avviato a settembre e concluso il 7 ottobre. Un’esperienza sul territorio che invita a osservare i luoghi attraverso la stratificazione della memoria e il rapporto, mai pacificato, tra l’autore e Roma. La città pasoliniana non è soltanto uno sfondo biografico: è uno spazio umano e sociale, attraversato da contraddizioni, trasformazioni urbanistiche e conflitti culturali. È qui che la fotografia diventa uno strumento per interrogare il presente, recuperando una sensibilità capace di riconoscere nei margini della città una parte essenziale della sua identità.
La mostra introduce così il senso di un’intera settimana dedicata a Pasolini, a cinquantuno anni dalla sua morte: non una semplice commemorazione, ma un confronto tra linguaggi artistici diversi, accomunati dalla volontà di mantenere aperto il dialogo con un pensiero ancora scomodo e attuale.
Dal cinema al teatro, un’opera che continua a interrogare il presente
Promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, nell’ambito dell’avviso pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la manifestazione è organizzata dal Gruppo Teatro Essere APS con la direzione artistica di Tonino Tosto.
Il programma si sviluppa attraverso proiezioni, documentari, incontri, masterclass, spettacoli teatrali e appuntamenti musicali. Ogni giornata si apre alle 16 con una selezione di filmati, cortometraggi, interviste e materiali audiovisivi curata da Michele Tantillo, che accompagna il pubblico nelle diverse stagioni della produzione pasoliniana.
Il percorso affronta tanto il Pasolini cineasta quanto il poeta, il drammaturgo e l’intellettuale impegnato nel dibattito pubblico. A tenere insieme queste dimensioni è la capacità dell’autore di leggere le trasformazioni della società italiana senza rinunciare a una posizione critica, spesso in contrasto con le idee dominanti. Il suo sguardo sulle periferie, sul mutamento dei costumi, sulla cultura popolare e sulle contraddizioni del progresso conserva una forza particolare in un presente segnato da nuove disuguaglianze e profonde trasformazioni sociali.
Lunedì 26 ottobre, la masterclass di Susy Sergiacomo, Pasolini, manifesto per il nuovo teatro: il teatro di parola, introduce una delle esperienze più innovative della ricerca pasoliniana. Alle 18.30 il documentario Un intellettuale di borgata, diretto da Enzo De Camillis, offre lo spunto per un confronto con il regista, Elio Tomassetti, Pino Nazio e Stefano Maccioni. La giornata si conclude con il cortometraggio di Michele Tantillo dedicato a Silvio Parrello, Er Pecetto, figura legata alla Roma popolare che ha ispirato pagine importanti di Ragazzi di vita.
Martedì 27 ottobre, la riflessione sul teatro prosegue con le letture dei testi pasoliniani affidate a Susy Sergiacomo e Francesca Bianco. In serata, Tonino Tosto presenta Sequenze dimenticate (da film di Pierpaolo), spettacolo che riporta in vita frammenti cinematografici esclusi o rimasti ai margini, trasformandoli in materia teatrale. Il recupero di ciò che non è arrivato sullo schermo diventa occasione per riflettere sulle possibilità del racconto e sulle figure umane che attraversano l’universo pasoliniano.
Mercoledì 28 ottobre, Marcello Teodonio approfondisce il rapporto tra Pasolini e il dialetto, elemento centrale della sua ricerca letteraria e del suo interesse per le culture popolari. Segue Pasolini e Roma, spettacolo teatrale e musicale che ripercorre i venticinque anni trascorsi dall’autore nella capitale, dal 1950 al 1975. Attraverso scritti, versi, immagini cinematografiche e canzoni del quartetto vocale Baraonna, lo spettacolo restituisce le trasformazioni del Paese dal dopoguerra al boom economico, dal Sessantotto alla morte del poeta. In scena Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon e Lucrezia Scardone.
La forza delle immagini e il dialogo con le altre arti
Il cinema occupa una posizione centrale nella rassegna, non soltanto come oggetto di studio, ma come linguaggio attraverso cui Pasolini ha esplorato il sacro, il desiderio, il potere e la marginalità.
Giovedì 29 ottobre il critico Alberto Crespi propone un incontro dedicato a Il cinema di Pier Paolo. La trilogia, seguito dalla proiezione de Il fiore delle mille e una notte. In serata, Mario Pirovano porta in scena Fo, Caravaggio, Pasolini, accostando tre personalità distanti per epoca e linguaggio, ma unite dalla capacità di mettere in discussione le gerarchie e di restituire visibilità agli esclusi.
Venerdì 30 ottobre, il documentario Compagni di banco, ideato da Andrea Bolognini e scritto e diretto da Fabrizio Bancale, ricostruisce il rapporto umano e professionale tra Mauro Bolognini e Pasolini attraverso materiali inediti. All’incontro partecipa Roberta Bolognini. La serata prosegue con I racconti di Canterbury, uno dei titoli che compongono il percorso cinematografico dedicato al poeta e regista.
Sabato 31 ottobre è invece il momento del Decameron, seguito da La parola che resta, spettacolo teatrale e musicale di Nando Citarella e La Paranza. Strumenti, ritmi e tradizioni popolari diventano il punto di partenza per esplorare il legame tra Pasolini e la cultura musicale campana. La partecipazione di Tonino Tosto, nei panni del poeta, contribuisce a intrecciare parola, suono e memoria.
La musica si fa infine omaggio diretto alla poesia domenica 1° novembre, con Cantata per Pasolini, affidata alla voce di Eleonora Tosto. L’appuntamento conclusivo è previsto lunedì 2 novembre, dalle 18 alle 21: Requiem riunisce musicisti, poeti, artisti, scrittori e autori in un tributo collettivo nel giorno dell’anniversario della morte di Pasolini.
INFO
Pasolini Art Visual Territorio – II edizione
Dove: Teatro Porta Portese, Roma
Quando: dal 26 ottobre al 2 novembre 2026
Mostra fotografica: I luoghi pasoliniani, inaugurazione il 21 ottobre
Ingresso: libero, fino a esaurimento posti.






