Oltre 40 proiezioni in cinque giorni, incontri con cineasti e artisti internazionali e una proiezione all’aperto ogni sera: il Festival di Film di Villa Medici torna nel 2026 confermando la propria vocazione a esplorare il territorio di confine tra cinema e arte contemporanea. Nato nel 2021, il festival si è affermato come uno spazio privilegiato per indagare le trasformazioni del linguaggio cinematografico e le nuove forme attraverso cui le immagini vengono prodotte, osservate e interpretate. L’edizione 2026 Sesta edizione, dal 16 al 20 settembre in memoria di Lili Hinstin, rinnova questa attitudine alla ricerca con un programma radicalmente plurale, capace di accogliere opere differenti per formato, provenienza e approccio. Film d’artista, saggi cinematografici, fiction, documentari, cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi compongono un percorso senza rigidi confini geografici o formali. Al centro resta la volontà di interrogare il nostro rapporto con le immagini: opere che ne mettono in discussione le convenzioni, ne alterano le prospettive e sperimentano nuove possibilità narrative e percettive.
Tra gli autori e le autrici presenti nel programma figurano Majid Al-Remaihi, Marwa Arsanios, Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba, Louidgi Beltrame, Maeve Brennan, Lukas Dhont, Koji Fukada, Amandine Gay, Gessica Généus, Beatrice Gibson, Arthur Harari, Radu Jude, Daria Kim, Mariia Lapidus, Phill Niblock, Romain Rampillon & Feda Wardak, Sanaz Sohrabi, Céline Sciamma, Lorenzo Silvestri, Alexandre Singh, Natalie Musteata, Aura Satz, Fanny Texier, Ana Vaz e Dean Wei, in un programma che mette in dialogo generazioni, culture e pratiche cinematografiche diverse.

Un festival nel segno di Lili Hinstin
Questa edizione è dedicata alla memoria di Lili Hinstin (1977-2026), protagonista di primo piano della scena cinematografica internazionale e figura profondamente legata alla storia di Villa Medici. Hinstin aveva iniziato proprio qui il suo percorso professionale, lavorando come programmatrice cinematografica dal 2005 al 2010. Nel corso della sua carriera ha diretto il Festival Entrevues di Belfort e, dal 2018 al 2020, il Locarno Film Festival, prima di assumere nel 2023 la direzione della programmazione del Festival international du film de Biarritz Nouvelles Vagues. Parallelamente, aveva accompagnato fin dagli inizi la nascita del Festival di Film di Villa Medici, partecipando al comitato di selezione e organizzazione fino alla sua scomparsa. La dedica assume così un significato particolarmente forte: celebrare la memoria di una professionista che ha contribuito a costruire una visione del cinema aperta, curiosa e capace di attraversare i confini tra discipline.
Tre sezioni per raccontare il cinema contemporaneo
Il programma del 2026 si articola in tre sezioni principali. Il Concorso internazionale presenta dodici film recenti, selezionati per la loro capacità di proporre prospettive originali sul presente e sulle possibilità del linguaggio cinematografico. Accanto al concorso, la sezione Focus raccoglie opere d’autore fuori concorso e si sviluppa attraverso le rassegne “carta bianca”, affidate ai membri della giuria, oltre a incontri esclusivi con i registi. Un’occasione per ampliare il confronto e approfondire percorsi artistici individuali, mettendo in relazione cinema, arti visive e ricerca. A completare il programma sono le grandi serate nel Piazzale, con proiezioni all’aperto e anteprime che trasformano gli spazi di Villa Medici in un luogo di visione e condivisione. Il cinema esce così dalla sala tradizionale e diventa parte integrante dell’esperienza degli spazi e dell’architettura dell’istituzione.
Una giuria tra cinema e arte
A rappresentare lo spirito interdisciplinare del festival sarà una giuria composta da tre personalità provenienti da esperienze e contesti differenti: l’attrice, produttrice e regista franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista italiana Rosa Barba e il regista rumeno Radu Jude. A loro spetterà il compito di assegnare i due riconoscimenti principali della manifestazione: il Premio Villa Medici al Miglior film, del valore di 5.000 euro, e il Premio speciale della Giuria, del valore di 3.000 euro. Entrambi i premi prevedono inoltre per i registi l’opportunità di soggiornare in residenza presso Villa Medici, rafforzando il legame tra la manifestazione e la vocazione dell’istituzione alla produzione e alla ricerca artistica.
Un laboratorio per le immagini del presente
Più che limitarsi a presentare una selezione di film, il Festival di Film di Villa Medici si propone dunque come un luogo di confronto sulle forme che il cinema può assumere oggi. La pluralità delle opere e degli autori invitati riflette un’idea di cinema non confinata a un unico formato o a una sola tradizione, ma aperta all’ibridazione con le arti visive, la performance, la ricerca documentaria e la sperimentazione. Per cinque giorni, Villa Medici diventa così un laboratorio dedicato alle immagini in movimento: uno spazio in cui film e spettatori possono incontrarsi, dove le opere dialogano tra loro e dove il cinema viene osservato non soltanto come forma narrativa, ma come strumento per interrogare il presente, la memoria e il modo stesso in cui guardiamo il mondo.
FILM IN CONCORSO:
1937, Daria Kim
2025, Uzbekistan, 16’
Opera commissionata dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF) per la Biennale di Bukhara 2025
Anteprima romana
1937 rievoca la deportazione forzata delle comunità coreane dell’Estremo Oriente russo verso l’Asia centrale, ordinata da Stalin nel 1937. Animando i dipinti realizzati dagli artisti deportati, i Koryo-saram, il film riattiva le immagini conservate nella collezione Nuron di Tashkent (Uzbekistan).
Daria Kim è un’artista multidisciplinare la cui pratica si articola tra performance, scultura, video, installazione, suono, pittura e disegno, intrecciando sperimentazione materica, memoria e storie diasporiche.
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A WOMAN’S PLACE IS EVERYWHERE, Fanny Texier
2026, Francia, Stati Unit, 19’
Produzione: Colorful Films
Anteprima italiana
La morte improvvisa della madre artista sconvolge la vita delle gemelle Emilija e Ona, che si ritrovano minacciate di sfratto dal loro loft di Williamsburg, a Brooklyn, dove vivono da oltre trent’anni grazie a un affitto calmierato.
Fanny Texier è una regista documentaria, direttrice della fotografia e montatrice nata a Parigi e residente a Brooklyn. Il suo ultimo corto, A Woman’s Place Is Everywhere, è stato presentato in anteprima alla Berlinale, dove ha ottenuto l’Orso d’Argento della giuria.
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AN INCOMPLETE CALENDAR,Sanaz Sohrabi
2026, Canada, Iran, Turchia, Venezuela, 77’
Produzione: Studio Bardasht, Fol Films, Universidad Central de Venezuela, Nuri Cem Erbak, Cenk Ünalerzen
Anteprima romana
Partendo da un raro vinile del 1980, Rhymes and Songs for OPEC, registrato per il ventesimo anniversario dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori del Petrolio, il film rilegge il petrolio come strumento politico al servizio della liberazione palestinese e della solidarietà panaraba negli anni Sessanta e Settanta.
Sanaz Sohrabi è un’artista, cineasta e ricercatrice residente a Montréal. La sua ricerca si concentra sulle storie della sovranità delle risorse e delle ecologie postcoloniali nel Sud globale. An Incomplete Calendar (2026) è stato presentato in anteprima al festival Cinéma du Réel.
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AT NIGHT, Beatrice Gibson
2026, Francia, 87’
Produzione: Somesuch
Anteprima italiana
Nella Parigi illuminata dai neon, sei donne vagano nella notte raccontando i loro sogni, desideri sessuali e inquietudini sul futuro. Intorno a loro, lavoratori notturni e anime insonni attraversano la città in cerca di risposte.
L’opera di Beatrice Gibson si distingue per la sua natura sperimentale ed emotiva. Tra finzione e documentario, spazia dall’autobiografia sperimentale al thriller. Il suo precedente corto è stato presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes nel 2019. At Night ha ricevuto il Premio al miglior regista emergente al Festival di Locarno 2026
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HANABI, Ana Vaz
2026, Francia, Brasile, 105’
Produzione: tambores, a noite & Les Volcans
Anteprima italiana
Girato in Giappone per dieci anni, Hanabi adatta con una radicalità selvaggia il Diario di un cervello radioattivo di Yoko Hayasuke, scritto quattro anni dopo lo tsunami e la catastrofe nucleare causati dal terremoto del Tōhoku del 2011.
Ana Vaz è un’artista e regista i cui film-poemi contrappongono una sperimentazione costante alle forme poetiche del cinema contemporaneo, rivelando le pratiche distruttive della modernità coloniale. È stata borsista dell’Accademia a Villa Medici nel 2024-2025. Hanabi ha ricevuto una Menzione speciale al Festival di Locarno 2026.
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JUSQU’OÙ LA FORÊT, Romain Rampillon & Feda Wardak
2026, Francia, 76’
Produzione: Avant la Nuit, Le Grand Gardon Blanc
Anteprima mondiale
A Seine-Saint-Denis, nella periferia di Parigi, una foresta resiste all’urbanizzazione massiccia. Pedro e Sapa, due adolescenti appena arrivati in Francia, cercano lì una libertà perduta, mentre riaffiorano presenze invisibili e storie di chi un tempo chiamava quel luogo casa.
Romain Rampillon è direttore della fotografia, regista e produttore. Attraverso il cinema esplora i paesaggi in trasformazione, le relazioni interspecie e i ritmi stagionali.
Feda Wardak è architetto, costruttore e ricercatore indipendente. Cofondatore della piattaforma Aman Iwan, sviluppa ricerche dedicate ai territori e alle dinamiche locali.
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MARIE MADELEINE, Gessica Généus
2026, Francia, Haiti, Belgio, Lussemburgo, Canada, 104’
Produzione: SaNoSi Productions, Ayizan Productions, Stenola Productions, Bidibul, Metafilms
Anteprima italiana
A Jacmel, ad Haiti, Marie Madeleine vive di prostituzione.
La sua strada incrocia quella di Joseph, un giovane evangelista. Tra questi due esseri agli antipodi nasce una relazione. Mentre la fede di Joseph vacilla, Marie Madeleine lo trascina verso un mondo in cui il desiderio e la ricerca di libertà rendono tutto possibile.
Gessica Généus è un’attrice, regista e produttrice haitiana. Ha fondato Ayizan Production per promuovere e produrre un cinema realizzato da Haiti. Il suo documentario Douvan jou ka leve (2017) è stato premiato in diversi festival. Il suo lungometraggio Freda (2021) è stato notato a Cannes, confermando la sua importanza nel cinema caraibico.
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NATURAL STATE, Majid Al-Remaihi
2025, Qatar, Francia, 7’
Produzione: Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains, Tourcoing
Anteprima mondiale
Nel 1972, negli ultimi giorni della guerra del Dhofar, nella penisola arabica, un’orice gazzella evade da un convoglio dell’esercito britannico impegnato nel saccheggio. La sua fuga si trasforma nell’allegoria della fine di un sogno e della violenza del progetto imperiale.
Majid Al-Remaihi è regista e artista di Doha, in Qatar. Il suo lavoro esplora i legami invisibili tra storia, potere e società. Il suo film And Then They Burn the Sea è stato presentato in anteprima mondiale a Locarno nel 2021. Dal 2019 è programmatore del Doha Film Institute.
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THE APPLE DOESN’T FALL…, Dean Wei
2026, Francia, Taïwan, 19’
Produzione: NOWNESS China, THE O EYE
Anteprima italiana
In una casa, un padre, una madre e una figlia adolescente seguono ciascuno la propria routine, incrociandosi senza mai incontrarsi. Un film-teatro coreografato che fonde danza contemporanea e rotoli dipinti per osservare una famiglia prigioniera dei propri rituali.
Nato in Germania, Dean Wei è diplomato alla Beijing Film Academy. Oggi residente a Pechino, è regista, compositore e direttore della fotografia. Il suo film precedente, Ke wai huo dong (Extracurricular Activity), co-realizzato con Xu Yidan, è stato selezionato alla Berlinale Shorts 2025 per il premio al miglior cortometraggio.
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THE SECOND SKIN, Mariia Lapidus
2026, Stati Uniti, Messico, 62’
Produzione: Sonnet
Anteprima italiana
Un intreccio crudo di stop-motion, performance e prove documentarie in cui le sopravvissute ad abusi sessuali rimettono in scena le violenze subite. Tre registe trasformano il trauma in un gesto condiviso di resistenza, ricordo, solidarietà e speranza.
Mariia Lapidus è scrittrice, regista e attivista. Ha studiato regia al VGIK di Mosca e al CalArts in California. Il suo corto The City of the Sun è stato premiato al festival Visions du Réel. Second Skin ha ottenuto il Tiger Award all’International Film Festival Rotterdam nel 2026.
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TUTTI FRUTTI, Céline Sciamma
2026, Francia, 40’
Film inedito realizzato nell’ambito della collezione «Où en êtes-vous ?» ideata dal Centre Pompidou
Produzione: Lilies Films, Centre Pompidou
Anteprima italiana
Da quando realizza le proprie immagini, da sola, con i suoi strumenti, Céline Sciamma ha accumulato un archivio intimo. Montati insieme, questi frammenti — dall’IA all’ASMR, dall’impegno al processo di Adèle Haenel — compongono un diario filmato e un saggio su ciò che diventa l’immagine oggi.
Diplomata in sceneggiatura alla Fémis, Céline Sciamma realizza il suo primo film, Naissance des pieuvres, nel 2007, seguito da Tomboy (2011) e Bande de filles (2014). Parallelamente porta avanti un’attività di sceneggiatrice, in particolare per Ma vie de courgette (2016) e Quand on a 17 ans di André Téchiné. Nel 2019, Ritratto della giovane in fiamme vince il premio per la sceneggiatura a Cannes.
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YOUTH YOUTH YOUTH, Lorenzo Silvestri
2025, Italia, 2’
Produzione: Lorenzo Silvestri
Anteprima mondiale
A proposito di Youth Youth Youth, l’artista racconta: “Quando avevo 10 anni, mio padre mi disse che il suo migliore amico, da giovane, si era suicidato indossando un abito, così che i suoi genitori non dovessero pagare il servizio funebre per la vestizione del corpo”.
Lorenzo Silvestri è un artista pluridisciplinare che vive e lavora a Roma. La sua pratica dà forma a un insieme di riferimenti e linguaggi espressivi che attraversano la sua esperienza personale e il suo proiettarsi nel contemporaneo.








