A cent’anni dalle decorazioni realizzate da Duilio Cambellotti e a centocinquant’anni dalla nascita dell’artista, Castel Sant’Angelo restituisce al pubblico uno dei suoi ambienti più suggestivi e meno conosciuti. Dal 20 maggio 2026 riaprono infatti le Sale Cambellotti — la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria — decorate tra il 1925 e il 1926 per custodire le bandiere dei reggimenti sciolti al termine della Prima guerra mondiale. La riapertura coincide con la mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, un progetto espositivo che intreccia arti decorative, grafica, pittura monumentale e memoria storica in un percorso di rara coerenza visiva.

Acquistato a Costantinopoli (oggi Istanbul), 1898
Velluto con ricami in filo d’argento dorato; manifattura ottomana
mm 300 × 1430
CSA II-913
Le opere del suo archivio esposte sotto le volte decorate dall’artista
Più che una tradizionale monografica, l’esposizione curata da Luca Mercuri sceglie la forma del racconto: una ricostruzione dell’immaginario di Cambellotti attraverso opere provenienti dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti — sculture, tempere, manifesti e disegni — poste in dialogo diretto con gli ambienti decorati dall’artista. A emergere è soprattutto la continuità tra le superfici monumentali delle sale e la dimensione più intima del laboratorio creativo. Le volte dipinte di Castel Sant’Angelo diventano così il punto d’approdo di una ricerca iniziata lontano dalle accademie. Cambellotti, che nel 1940 si definì semplicemente “un autodidatta”, costruì infatti il proprio linguaggio attraverso un continuo attraversamento di culture e geografie: dalle stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898 ai ricami orientali, fino ai motivi geometrici della moda europea degli anni Venti. Il suo repertorio — alberi, cavalli, vessilli, scudi — si sviluppa come un alfabeto simbolico essenziale, capace di unire natura e guerra, ornamento e memoria. Particolarmente significativa è la presenza dei tessili appartenuti all’artista e donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro. Esposti per la prima volta dopo un accurato restauro, questi materiali non sono semplici documenti decorativi, ma frammenti del processo creativo di Cambellotti. Nella Sala delle Colonne, sotto la grande corona d’alloro dipinta a trompe-l’œil, le stoffe dialogano con le opere e con la decorazione monumentale senza gerarchie, rivelando il metodo visivo dell’artista: osservare il mondo e trasformarlo in forma.

Duilio Cambellotti
1925–26
Dipinto a secco riportato con l’uso di disegno a matita

Duilio Cambellotti
1925–26
Dipinto a secco riportato con l’uso di disegno a matita
Installazioni acustiche accompagnano il percorso
La riapertura delle sale si inserisce inoltre nel più ampio progetto di valorizzazione degli spazi storici di Castel Sant’Angelo avviato negli ultimi anni, dopo il recupero dell’Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo. Come sottolinea il direttore Luca Mercuri, il nuovo allestimento rappresenta anche una prosecuzione ideale della mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’Alba di un Museo, dedicata alle grandi esposizioni che contribuirono alla nascita del museo nazionale nel clima celebrativo del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Non a caso, il manifesto di quell’esperienza era già opera di Cambellotti. Accanto alla dimensione storica, il progetto punta con decisione anche sull’esperienza sensoriale. Il percorso è accompagnato da due paesaggi sonori immersivi: il primo costruito attraverso texture elettroacustiche derivate dal suono del violoncello, il secondo elaborato a partire da rumori naturali — bandiere nel vento, galoppi, nitriti — trasformati in una materia acustica sospesa e distante. L’obiettivo non è semplicemente creare un accompagnamento musicale, ma ampliare la percezione dello spazio decorato.

Duilio Cambellotti
1918–1919
Bronzo
mm 260 × 385 × 120
Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti
Centrale anche il tema dell’accessibilità. In un monumento storicamente complesso come Castel Sant’Angelo, la mostra introduce strumenti pensati per favorire una fruizione più inclusiva: tour virtuali immersivi, riproduzioni tattili tridimensionali, traslitterazioni in Braille e dispositivi sonori realizzati in collaborazione con Handy Systems Onlus. Un approccio che riflette l’attenzione crescente della Direzione generale Musei verso forme di partecipazione culturale capaci di coinvolgere pubblici differenti.
INFO
Titolo Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia
Sede Castel Sant’Angelo – Sale Cambellotti (Sala delle Colonne, Sala della Cavalleria, Sala dei Reparti d’Assalto)
Date 20 maggio – 6 settembre 2026
A cura di Luca Mercuri
Con la collaborazione scientifica di Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti
Promosso da Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma
Info e prenotazioni
Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello, 50
Orari Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30). Chiuso il lunedì
Biglietti e tariffe Intero € 16,00 – Ridotto € 2,00 (18-25 anni) – Gratuità di legge. Il biglietto include
l’ingresso a Castel Sant’Angelo e alla mostra.
Prenotazioni Call center: + 39 06 39967100 (lunedì-venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-14.00),
info@coopculture.it








