Davanti all’Istituto Nazionale dei Tumori, l’artista rilegge uno dei simboli più celebri della storia dell’arte per accendere i riflettori sulla prevenzione del tumore al seno e sulla consapevolezza del corpo dopo la malattia.
Il volto più famoso della storia dell’arte si trasforma in un simbolo di resilienza e sensibilizzazione. È la nuova opera di aleXsandro Palombo, apparsa davanti all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in occasione della Giornata mondiale contro il cancro al seno: una Monna Lisa che mostra le cicatrici di una doppia mastectomia, portando nello spazio pubblico una realtà spesso poco rappresentata.

Nell’opera, la Gioconda solleva la veste rosa per rivelare i segni lasciati dall’intervento chirurgico. Un gesto essenziale, che sottrae le cicatrici alla sfera privata e le rende parte di un’immagine universalmente riconoscibile. La celebre figura leonardesca diventa così il tramite per raccontare l’esperienza delle donne che affrontano il tumore al seno e i cambiamenti fisici ed emotivi che accompagnano il percorso di cura.
Al centro dell’intervento artistico c’è anche il rapporto con la propria immagine. In una cultura che tende a celebrare il corpo femminile secondo modelli estetici convenzionali, Palombo propone una rappresentazione che accoglie le tracce della malattia senza nasconderle. Le cicatrici non sono soltanto il segno di un intervento medico, ma testimonianze di un’esperienza che coinvolge identità, percezione di sé e accettazione del proprio corpo.
Il murale assume inoltre una valenza concreta sul fronte della salute pubblica, richiamando l’importanza della prevenzione, degli screening e della diagnosi precoce. La scelta di collocare l’opera davanti all’Istituto Nazionale dei Tumori, centro di riferimento per la ricerca e la cura oncologica dal 1928, rafforza il legame tra espressione artistica e impegno nella lotta contro il cancro.





