La strada è ancora lunga. E forse siamo soltanto a metà. Ma c’è una certa emozione quando si percorre, scandito in centoventidue foto dall’Archivio Ansa, il lungo percorso che le donne italiane hanno faticosamente affrontato dal 1946, anno in cui furono ammesse per la prima volta a votare, al 2025, anno in cui il Parlamento ha approvato la legge contro il femminicidio. La mostra Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. 1946 – 2026, all’Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 13 settembre, lo percorre tutto d’un fiato, lasciando affiorare ricordi, per chi c’era, e curiosità, per chi certe storie le ha sentite soltanto dai racconti delle mamme (e delle nonne).

Protagoniste delle battaglie che hanno cambiato il Paese
Battaglie, trasformazioni sociali e conquiste legislative che hanno cambiato il Paese hanno visto le donne italiane molto più protagoniste di quanto a volte non si ricordi. A partire da quelle tredici prime sindache elette alle amministrative del 1946, l’anno in cui per la prima volta votarono le donne, passando per la legge Merlin che dal 20 febbraio 1958 chiude le case di tolleranza e, soprattutto, introduce il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, a Rosaria Oliva De Conciliis, nome che quasi nessuno ricorda ma che fu la prima a presentare ricorso alla Corte Costituzionale perché, in quanto donna, si era vista rifiutare l’accesso alla carriera prefettizia, ottenendo poi ragione dalla Consulta.
Le foto degli avvenimenti più drammatici
Ovviamente c’è una foto storica che ricorda la legge 898 del primo dicembre 1970 che introduce l’istituto giuridico del divorzio e la foto, drammatica e indimenticabile, che riporta al massacro del Circeo con Tina Lagostena Bassi, giovane avvocata di Donatella Colasanti, che si batte per trasformare il reato di violenza sessuale in delitto contro la persona. Accanto alla foto di Francesca De Bernardi, prima donna pilota di linea del 1980, c’è anche la foto ritratto di Franca Viola che, nel 1966 rifiuta di sposare l’uomo che l’aveva violentata. Non era mai successo prima e bisognerà aspettare il 1981 per vedere abolito il matrimonio riparatore (che garantiva allo stupratore l’estinzione della pena sposando la donna che aveva stuprato) e il delitto d’onore con lo sconto di pena nel caso che l’uccisione fosse stata motivata dalla difesa dell’onore.

«Solo dal 1963 le donne possono entrare in magistratura e solo nel 1975 si riconoscono pari diritti a moglie e marito nel matrimonio e nell’educazione dei figli – racconta Silvia Salvatici, docente di Storia Contemporanea all’Università di Firenze e curatrice della mostra, ricostruendo la lunga e complessa conquista dei diritti delle donne in Italia. – Solo nel 1978 si arriva alla depenalizzazione dell’aborto e, tre anni più tardi, all’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore. Soltanto nel 1996 la violenza sessuale diventa un delitto contro la persona e non più contro la pubblica morale».
Donne straordinarie dalla politica, allo sport, alla musica
Ovviamente la mostra, organizzata con il patrocinio di Farnesina, Anci e Comune di Roma, in collaborazione con Cinecittà/Istituto Luce e Fondazione Musica per Roma, non dimentica i tanti traguardi raggiunti, primo fra tutti il premio Nobel assegnato a Rita Levi Montalcini per la medicina nel 1986. Sono le donne straordinarie che si sono imposte in campi considerati prettamente maschili, come Oriana Fallaci prima inviata sul fronte di guerra in Vietnam nel ’67, Nilde Iotti prima donna presidente della Camera dei Deputati nel 1979, Carolina Morace prima donna ad allenare una squadra maschile di professionisti di calcio, Virginia Raggi prima sindaca di Roma, Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio e Giorgia Meloni prima donna capo del Governo della storia d’Italia. Ma sono anche le donne straordinarie che hanno rappresentato l’Italia nel mondo grazie alle loro capacità artistiche, come Anna Magnani prima donna italiana a vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista, alle loro performance sportive, come Federica Brignone, prima sciatrice italiana a vincere la Coppa del Mondo generale dei sci, o musicali, come Laura Pausini, prima artista italiana a vincere un Grammy nel 2006 e prima ad esibirsi negli stadi.

Sono storie di donne che spiccano al di là delle fotografie. Raccontano uno spaccato dell’Italia, tutta al femminile, importante al pari di quella che, parallelamente, si svolgeva tutta al maschile. Una rivoluzione non sempre sotterranea, a volte impetuosa, a volte sottotraccia, che ci ha portato al punto dove oggi siamo. Soltanto a metà strada del cammino.
INFO
LE DONNE DELLA REPUBBLICA
Auditorium Parco della Musica
ingresso gratuito
tutti i giorni dalle 17:30 alle 21:30
fino al 13 settembre








