Non è la mostra la notizia principale, ma ciò che resterà quando l’esposizione sarà conclusa. Il Museo Civico “Amedeo Lia” della Spezia ha acquisito quattro dipinti inediti di OZMO (Gionata Gesi), destinati a entrare stabilmente nella collezione permanente dell’istituzione. Un passaggio che assume un valore storico per il museo, dedicato prevalentemente all’arte antica, perché segna l’ingresso del primo artista contemporaneo vivente nelle sue raccolte e inaugura una nuova stagione nel rapporto tra patrimonio storico e ricerca artistica attuale.

Le opere create da OZMO proprio per il Museo Amedeo Lia
L’acquisizione rappresenta anche un primato nella carriera dell’artista: è infatti la prima volta che un museo decide di accogliere nella propria collezione un intero nucleo di quattro sue opere, concepite espressamente per dialogare con i capolavori custoditi nelle sale del Lia. Non si tratta di lavori trasferiti in museo dopo una mostra, ma di dipinti nati all’interno della collezione, sviluppati attraverso un confronto diretto con alcune delle opere più significative conservate dall’istituzione spezzina. L’iniziativa è il fulcro di “OZMO X LIA 30”, la mostra inaugurata il 2 luglio e aperta fino al 3 dicembre 2026, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per il trentesimo anniversario del museo fondato grazie alla donazione di Amedeo Lia. Ma l’esposizione costituisce soprattutto il contesto entro il quale prende forma un’operazione destinata a modificare in modo permanente il profilo della raccolta civica.

Ozmo tra le opere di Sebastiano del Piombo, Giovanni Bellini, Canaletto, Bellotto e Tintoretto
Le quattro tele entrano infatti a far parte dello stesso percorso museale che conserva opere di Sebastiano del Piombo, Giovanni Bellini, Canaletto, Bellotto e Tintoretto. Ciascun dipinto nasce dall’osservazione ravvicinata di un’opera della collezione: dall’Autoritratto di Pontormo al San Martino dona il mantello al povero attribuito al giovane Raffaello, dalla Madonna del Soccorso di Ansano di Michele Ciampanti fino alla Testa di Apollo di età greco-romana. Più che citazioni, le opere di OZMO sono riletture che mettono in tensione iconografie rinascimentali, simboli religiosi e immaginario contemporaneo, secondo una ricerca che da oltre vent’anni indaga la persistenza delle immagini nella cultura visiva.
È un approccio coerente con il percorso dell’artista toscano, tra i protagonisti dell’arte pubblica internazionale, la cui produzione ha progressivamente spostato il dialogo con la storia dell’arte dallo spazio urbano alle sale dei musei. Nel caso del Lia questo confronto assume però una dimensione ulteriore: le opere non rimangono un episodio espositivo, ma vengono assorbite nel patrimonio permanente del museo, entrando a far parte della sua narrazione storica.


In esposizione anche 14 opere dalla collezione dell’artista
Accanto ai quattro dipinti acquisiti sono esposte altre quattordici opere provenienti dalla collezione dell’artista, tra reinterpretazioni dei Bronzi di Riace, mascheroni grotteschi, teste classiche “pixelate” e rivisitazioni della pittura del Cinquecento, selezionate in relazione agli ambienti che le ospitano. Il percorso comprende inoltre Pixelated Venus, una scultura in marmo di Carrara che segna l’esordio assoluto di OZMO nella pratica scultorea, estendendo alla tridimensionalità la riflessione sul rapporto tra tradizione classica e linguaggio digitale.
L’operazione assume un significato particolare anche nel contesto del trentennale del Museo Lia. Nato dalla donazione con cui Amedeo Lia affidò alla città oltre mille opere, il museo ha costruito la propria identità attorno a una delle più importanti raccolte italiane di arte antica, definita da Federico Zeri tra le più prestigiose d’Europa per la qualità dei fondi oro. L’ingresso di un artista vivente non interrompe questa vocazione, ma la interpreta in una prospettiva diversa, suggerendo che anche una collezione storica possa continuare a crescere attraverso il confronto con il presente. Per OZMO il riconoscimento assume un valore che riguarda anche il ruolo della pittura contemporanea all’interno delle istituzioni museali. «Entro nella collezione del Lia come un artista che da sempre dialoga con la storia dell’arte e con la tradizione immaginifica», afferma. «Da vent’anni lavoro sulle immagini che hanno acquisito potere nel tempo: le riattualizzo, le riporto al presente. Che un museo di arte antica esponga e acquisisca delle mie opere è un riconoscimento per la pittura, per la mia pittura e per l’arte pubblica. Misurarmi con Raffaello e con Pontormo, e per la prima volta anche con la scultura, è una delle prove più alte a cui un artista possa aspirare».

Più che una semplice esposizione celebrativa, “OZMO X LIA 30” diventa così il manifesto di una scelta museologica precisa. L’acquisizione delle quattro opere non introduce un elemento estraneo nella collezione, ma propone una lettura dinamica del patrimonio, nella quale l’arte contemporanea non si sovrappone al passato, bensì ne prolunga le domande. «per celebrare questo anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell’arte contemporanea», osserva il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini. – Siamo particolarmente lieti di accogliere nuovamente alla Spezia OZMO, artista di fama internazionale che realizza opere destinate a entrare nel patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell’Amministrazione di continuare a investire nella cultura».


INFO
Museo Civico “Amedeo Lia” ·
Via del Prione 234, La Spezia
3 luglio – 3 dicembre 2026
Martedì–domenica 10.00–18.00 (biglietteria fino alle 17.30)
lunedì chiuso ·
www.museolia.it ·
Promossa dal Comune della Spezia.








