Oltre 160 immagini racconteranno l’intenso periodo, dagli anni ’30 agli anni ’50 del Novecento, della vita di Lee Miller, una delle fotografe più straordinarie del secolo scorso che in molti hanno conosciuto grazie al film interpretato da Kate Winslet che lo scorso anno ha raccontato la sua vita, nella mostra Lee Miller. Opere 1930-1955 che caratterizzerà l’autunno di CAMERA – Centro italiano per la Fotografia di Torino. L’esposizione dà inoltre il via ai festeggiamenti per i 10 anni del Centro che proporrà un programma ampio e articolato dedicato al mondo della fotografia nelle sue infinite sfaccettature.
Curata dal direttore artistico di CAMERA Walter Guadagnini, la mostra fotografica dal 1° ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 esporrà oltre 160 immagini tutte provenienti dai Lee Miller Archivies, molte delle quali pressoché inedite, per raccontare una donna determinata oltre ogni perbenismo a portare fino in fondo il suo ruolo di testimone dei suoi tempi grazie a fotografie dal fortissimo impatto estetico e sociale.
Il percorso espositivo si concentra sull’intensa attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento della straordinaria autrice americana tra l’Europa, dove si trasferisce ancora giovane dagli Stati Uniti e dove decide di stabilirsi – prima a Parigi e poi in Inghilterra – e anche l’Africa, dove trascorre alcuni anni della sua intensa vita. Di origine statunitense (nasce a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907), Lee Miller si sposta a Parigi alla fine degli anni Venti con la determinazione di diventare una fotografa, tanto da convincere Man Ray ad accoglierla come assistente nel suo studio. Nel 1934 la Miller sposò Aziz Eloui Bey, un magnate egiziano delle ferrovie, e andò a vivere con lui al Cairo, trasformando l’Egitto nel suo set fotografico tra piramidi, deserto, villaggi e rovine. A Parigi nel 1937 incontrò l’artista surrealista britannico Roland Penrose e con lui cominciò a viaggiare trascorrendo il loro tempo con molti artisti e in particolare con Picasso, che dipinse Miller sei volte, tra cui Ritratto di Lee Miller come L’Arlésienne (1937). Fu vicina al mondo surrealista, diventando amica e musa ispiratrice di Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard, strinse rapporti con artiste del calibro di Eileen Agar, Leonora Carrington, Dorothea Tanning e realizzò alcune delle immagini più significative della storia della fotografia surrealista, contribuendo anche alla scoperta della solarizzazione, una tecnica che lei e Man Ray sfrutteranno al meglio.
Nel 1939 lasciò Bey e si trasferì a Londra per stare con Penrose, trasformandosi, ancora una volta, in una corrispondente di guerra accreditata per Vogue nel 1943, anno clou della Seconda Guerra Mondiale. Anche l’incontro con il fotoreporter di Life David E. Scherman fu determinante per la sua biografia perché assieme al fotoreporter seguirono l’83a divisione di fanteria dell’esercito americano mentre avanzava in prima linea. Miller divenne la prima fotoreporter donna a farlo. Fotografò la liberazione di Parigi, la battaglia di Saint-Malo, gli ospedali da campo in Normandia e la liberazione dei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald. Divenne così tra le prime testimoni dell”Olocausto e dei campi di sterminio nazisti. Famosissime poi le sue fotografie scattate nell’appartamento privato di Hitler a Monaco, in particolare quella in cui si fece fotografare da Scherman mentre si lavava nella vasca da bagno di Hitler, con gli stivali infangati sullo zerbino. Testimonianze che pagò molto care a livello psicologico: dal dopoguerra infatti si ritirerà insieme al nuovo marito Roland Penrose nella campagna del Sussex, accogliendo lì gli amici artisti, mettendo da parte il suo impegno fotografico fino a abbandonarlo.


![Nusch Éluard [by the side of a car]](https://artemagazine.it/wp-content/uploads/2025/08/Copyright_LeeMillerArchives_Nusch_Eluard_by_the_side_of_a_car_Golfe_Juan_France_1937.jpg)





