A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella, Palazzo Ducale a Genova dedica all’artista calabrese una vasta retrospettiva che si annuncia come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti della stagione. La mostra MIMMO ROTELLA. 1945–2005, curata da Alberto Fiz, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e prodotta e organizzata da MetaMorfosi Eventi, dal 24 aprile fino al 13 settembre, propone un attraversamento rigoroso e articolato di oltre sessant’anni di ricerca artistica. L’esposizione riunisce più di cento opere provenienti da importanti musei e collezioni pubbliche e private, restituendo la complessità di un autore che ha ridefinito il rapporto tra immagine e realtà nel secondo Novecento. Il percorso si sviluppa in sette sezioni tematiche, dalle prime prove su carta del 1945 fino alle opere degli anni Duemila, offrendo una visione complessiva dell’evoluzione del suo linguaggio.

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2005
Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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2005
Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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2005
Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Si parte dal décollage
Cuore della mostra è il décollage, gesto radicale e distintivo della poetica di Rotella: lo strappo dei manifesti pubblicitari urbani diventa atto estetico e politico insieme, capace di smascherare i meccanismi della comunicazione di massa. Come sottolinea il curatore Fiz, “non conta più ciò che si trova in superficie, ma l’aspetto frammentario e frammentato di una dimensione reale destinata a modificarsi sotto lo sguardo complice dell’osservatore. L’immagine crepitante esce dalla sua dimensione solipsistica per diventare parte di un processo in continua evoluzione”. La retrospettiva evidenzia anche la straordinaria capacità dell’artista di confrontarsi con i grandi movimenti del suo tempo, dalla Pop Art al Nouveau Réalisme, fino alle ricerche che anticipano l’Arte Povera. Non a caso, tra le opere esposte figurano lavori presentati alla storica Biennale di Venezia 1964, che segnò il trionfo della scena artistica americana. “Mimmo Rotella è stato uno straordinario innovatore e sperimentatore. commenta Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi Eventi che ha prodotto e organizzato l’evento. – La sua è stata un’arte fortemente internazionale, capace di precorrere e confrontarsi con le grandi tendenze artistiche del Secondo Novecento, a partire dalla pop art. Siamo orgogliosi di questa collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, col curatore Alberto Fiz e con Palazzo Ducale di Genova, che celebra il Maestro a vent’anni dalla sua scomparsa, con un percorso rigoroso che sottolinea la sua grandissima contemporaneità.”

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Le sperimentazioni degli anni di piombo e quelle tridimensionali
Accanto ai celebri décollage figurativi degli anni Sessanta, la mostra approfondisce fasi meno note ma altrettanto significative, come le sperimentazioni degli anni di piombo, in cui Rotella abbandona l’immaginario delle celebrities per confrontarsi con la cronaca e la violenza della storia italiana. Tra queste emerge il riferimento al caso Aldo Moro, rielaborato in chiave visiva attraverso immagini mediate dai giornali. Non manca l’iconografia legata al cinema e ai miti della cultura di massa, incarnati da figure come Marilyn Monroe e John F. Kennedy, protagonisti di opere che riflettono sulla trasformazione dell’immagine in icona consumabile. In particolare, il décollage dedicato a Marilyn del 1963 rappresenta uno dei vertici della ricerca rotelliana, segnando il passaggio dalla figura reale al simbolo universale. la Direttrice di Palazzo Ducale, Ilaria Bonacossa, colloca l’artista in una prospettiva storica ampia: “Rotella è stato un precursore avendo individuato precocemente la crisi dell’immagine nella società dei consumi. Il gesto dello strappo […] diventa così una forma di resistenza visiva e una lettura critica della modernità e delle sue contraddizioni”.

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
Ampio spazio è dedicato anche alle sperimentazioni tridimensionali e agli sviluppi più tardi della sua produzione, dalle sovrapitture ai blank, fino alle lamiere, che testimoniano una tensione costante verso la ridefinizione dell’immagine. Emblematica, in questo senso, è l’opera Large green blank (1980), in cui l’artista cancella quasi interamente la superficie visiva, lasciando emergere solo i margini. Il legame con Genova trova infine un momento significativo nel ricordo della performance Il rito della lacerazione, realizzata nel 2004 proprio a Palazzo Ducale, documentata in mostra attraverso materiali fotografici e video. “Palazzo Ducale ospita una mostra dedicata a uno dei protagonisti più originali dell’arte del secondo Novecento, capace di reinventare immagini della cultura di massa, trasformandole in opere che raccontano tempo, città e memoria collettiva – afferma la presidente Sara Armella – con questa iniziativa […] Palazzo Ducale conferma il proprio ruolo di riferimento culturale, proponendo una riflessione attuale sulla contemporaneità”.

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
In mostra figurano alcuni dei lavori più emblematici dell’artista, tra cui Naturalistico (1953), collage su tela con specchi e vetro proveniente dalla Casa della Memoria di Catanzaro, Up-tempo del 1957, retro d’affiche di quasi tre metri messo a disposizione dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, A strappo deciso, décollage astratto di grande potenza espressiva, proveniente dalla collezione di arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina, Mitologia in nero e rosso (1962) della Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia di Milano da cui emergono i nuovi miti contemporanei legati alla società consumistica, Il punto e mezzo (1963) della Giò Marconi Gallery di Milano, tra i primi interventi sul mondo pubblicitario, oltre a una serie di opere dedicate al cinema tra cui Tenera è la notte e Liberty Valance entrambi del 1963 provenienti rispettivamente da una collezione privata torinese e dal Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

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Installation view,
MIMMO ROTELLA 1945
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Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sottoporticato, 2026
Ph Mattia Meirana
Courtesy Fondazione Mimmo Rotella
INFO
MIMMO ROTELLA. 1945–2005
Genova, Palazzo Ducale
24 aprile – 13 settembre 2026
www.palazzoducale.genova.it








