Un viaggio nella mente di Raffaello Sanzio, tra intuizione artistica e rigore progettuale. È stata inaugurata al Metropolitan Museum of Art la mostra Raphael’s Sublime Poetry, un evento di portata storica: si tratta infatti della prima esposizione interamente dedicata all’artista negli Stati Uniti e, allo stesso tempo, della prima grande rassegna su Raffaello mai organizzata dal museo newyorkese.

Progetto gigantesco, durato oltre sette anni
Il progetto, visitabile fino al 28 giugno, è il risultato di oltre sette anni di lavoro e si distingue per numeri e ambizione: 237 opere esposte, di cui ben 175 autografe. Disegni, dipinti, arazzi e stampe costruiscono un percorso cronologico che attraversa l’intera parabola dell’artista, dagli esordi fino alla morte prematura a Roma nel 1520. Una cinquantina di queste opere arrivano dai Musei italiani. E, a sottolineare il valore internazionale dell’iniziativa e il forte legame culturale tra Italia e Stati Uniti nella valorizzazione del patrimonio rinascimentale, all’inaugurazione ha preso parte anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Otto anni di ricerche, con il contributo dei più importanti musei italiani, per una mostra che ha come effigie principale Raffaello, inaugurata in occasione del duecentocinquantesimo anniversario dall’Indipendenza degli Stati Uniti. L’Italia dà un contributo storico, artistico e museale eccezionale a una rassegna che ospita pezzi provenienti dai musei di tutto il mondo e da collezioni private – ha infatti sottolineato il ministro nel corso dell’inaugurazione. – Questo rende ancora più significativo che sia Raffaello a rappresentare questo momento magico per la cultura italiana e per la relazione speciale che unisce l’Italia e gli Stati Uniti”.


Il titolo della mostra, Sublime Poetry, richiama il profondo legame tra pittura e poesia nella cultura del Rinascimento. Un’idea che trova in Raffaello una delle sue massime espressioni: figlio del poeta Giovanni Santi, l’artista cresce immerso in un ambiente intellettuale vivace, traducendo nelle immagini quella “poesia silenziosa” celebrata dai contemporanei come ideale supremo dell’arte. A guidare il progetto è la curatrice Carmen C. Bambach, tra le massime esperte di disegno rinascimentale, che propone una lettura innovativa del maestro urbinate: «Raffaello è stato un genio precoce, il Mozart della storia dell’arte», ha dichiarato, spingendosi oltre l’immagine tradizionale. «Mi piace pensarlo come il più grande influencer di tutti i tempi», ha aggiunto, evidenziando la straordinaria capacità dell’artista di diffondere il proprio stile attraverso la bottega, i collaboratori e la circolazione delle incisioni.
Disegni preparatori, dipinti e stampe
Il cuore della mostra è rappresentato dai 144 disegni preparatori, affiancati a dipinti e stampe per offrire una visione ravvicinata del processo creativo. È proprio in questi fogli che emerge con forza la modernità di Raffaello: un artista capace di costruire immagini complesse attraverso continui studi, ripensamenti e variazioni. Il percorso espositivo mette in luce anche l’evoluzione del suo linguaggio visivo: dalle prime opere, caratterizzate da una precisione minuziosa e figure eleganti, alle grandi composizioni della maturità, dove la scena si fa più teatrale e i personaggi acquisiscono monumentalità e intensità espressiva.

Accanto ai capolavori più celebri, come la Madonna del Pesce e l’Estasi di Santa Cecilia, la mostra offre occasioni rarissime. Nella penultima sala sono esposti tre arazzi provenienti dalla collezione di Filippo II di Spagna, mai usciti prima da Madrid. Più in generale, molte opere non erano mai state presentate negli Stati Uniti, e alcune non avevano mai lasciato i paesi d’origine. Particolarmente intensi anche i ritratti, tra cui quello di Baldassarre Castiglione, grande amico dell’artista, in cui Raffaello coglie con straordinaria sensibilità la dimensione psicologica del soggetto.
Ad accompagnare i visitatori lungo il percorso, una guida audio d’eccezione: la voce di Isabella Rossellini, che contribuisce a rendere ancora più immersiva l’esperienza.








