Giovedì 29 Ottobre 2026

Warhol vs Banksy, Castello di Barletta (testata sinistra)

Il quotidiano di arte e cultura

Warhol vs Banksy, Castello di Barletta

Alla Biennale del Disegno di Rimini la natura selvaggia del Grand Tour

1 min di lettura

Biennale del disegno. Felice Giani, Seconda caduta del Lamone nella strada di Marradi, 1794, Forlì, Biblioteca Comunale Aurelio Saffi, Fondo Piancastelli.

Felice Giani, Seconda caduta del Lamone nella strada di Marradi, 1794, Forlì, Biblioteca Comunale Aurelio Saffi, Fondo Piancastelli.

RIMINI – La quarta edizione della Biennale del Disegno di Rimini, in programma dal 20 aprile al 28 luglio 2024, propone una inedita mostra dedicata al tema del Grand Tour e alla riscoperta della natura selvaggia.

Attraverso una selezione di disegni mai esposti o poco conosciuti, provenienti dalla Calcografia Nazionale di Roma e dal fondo Piancastelli di Forlì, la mostra Grotte, cascate e forre. Il Grand Tour della natura,  a cura di Massimo Pulini e Franco Pozzi, allestita nelle Sale Antiche della Biblioteca Gambalunga, presenta un affascinante spaccato del gusto per il sublime e il pittoresco che caratterizzò la cultura europea del Settecento.

Oltre le città d’arte: la scoperta della natura selvaggia

Oltre ai classici percorsi del Grand Tour, che includevano le principali città d’arte italiane, si sviluppò un crescente interesse per la varietà di paesaggi e la natura incontaminata della penisola. Grotte, cascate, forre e scorci impervi di valli divennero oggetto di rappresentazione artistica, anticipando i futuri “teatri romantici” della natura.

Due nuclei di opere a confronto

La mostra presenta due distinti nuclei di opere:

  • Calcografia Nazionale di Roma: un corpus di bellissimi disegni a grande formato, di fine Settecento e ancora anonimi, raffiguranti antri rocciosi, anfratti di boschi e scorci naturali dal forte impatto visivo.
  • Biblioteca Piancastelli di Forlì: uno straordinario taccuino di Felice Giani, che documenta un viaggio compiuto nel 1794 tra Faenza e Marradi, con disegni che descrivono i percorsi impervi affrontati dagli artisti alla ricerca di ispirazione nella natura selvaggia.

Un’anticipazione dello spirito romantico

Le opere in mostra rappresentano una preziosa testimonianza del rapporto tra uomo e natura alla fine del Settecento, anticipando di almeno una generazione i cosiddetti teatri “romantici” della natura che avrebbe caratterizzato il secolo successivo.

Info: www.biennaledisegnorimini.it

Altri articoli in

← Torna alla home

Diego Rivera, Musei Capitolini Villa Caffarelli Roma (articoli)