Dal 4 al 7 settembre 2025, la capitale belga diventa un grande palcoscenico per l’arte contemporanea grazie all’iniziativa di RendezVous. Gallerie, musei, artist-run spaces e studi d’artista uniscono le forze per raccontare la creatività ibrida e vibrante della città.
La città si prepara a vivere quattro giorni all’insegna dell’arte contemporanea con la prima edizione della Brussels Art Week, in programma dal 4 al 7 settembre 2025. L’iniziativa, promossa da RendezVous, punta i riflettori sulla ricchezza e la varietà della scena artistica locale, coinvolgendo gallerie, istituzioni, spazi indipendenti e studi d’artista in un unico grande evento che ambisce a proiettare Bruxelles nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. Dopo una prima edizione pilota nel 2024, RendezVous torna con un programma curato che si snoda attraverso tre aree chiave della città — Downtown, Uptown e Midtown — invitando il pubblico a scoprire nuovi percorsi urbani e creativi. Il cuore pulsante dell’iniziativa è il Salon de RendezVous, al civico 67 di Rue de la Régence: un’installazione-bar immersiva firmata dall’artista britannica Zoe Williams che, attraverso la sua pratica multidisciplinare, trasforma lo spazio in un ambiente performativo e conviviale, dove si alterneranno talk, performance e sessioni di ascolto.
Tre quartieri, tre giorni di arte
Il programma si articola su tre giornate tematiche: il 5 settembre sarà dedicato al quartiere Downtown (che include il centro città e Molenbeek), il 6 settembre toccherà a Uptown (Ixelles), mentre il 7 settembre la scena si sposterà in Midtown (Sablon, St. Gilles e Forest). In ciascuna area, gallerie e spazi espositivi proporranno inaugurazioni e eventi sincronizzati, offrendo una panoramica della produzione artistica contemporanea in città.
Tra le mostre più attese, quella della galleria Xavier Hufkens, che presenta le nuove tele astratte di Charline von Heyl, e Gladstone, che ospita la figurazione intensa di Nicholas Bierk. Kenny Scharf porta le sue forme pop-surrealiste da Almine Rech, mentre Mendes Wood DM espone le installazioni poetiche di Julien Creuzet, incentrate su identità e diaspora. Non mancano riflessioni sul colonialismo — come nelle opere di Vitshois Mwilambwe Bondo alla Claes Gallery — e accostamenti inediti, come quello tra Hudinilson Jr. e Charbel-Joseph H. Boutros da Martins&Montero. Spazio anche alla figurazione visionaria di Gregory Hodge da Nino Mier, e alle cosmologie disegnate di Amélie Bouvier, in mostra da Harlan Levey Projects.
Le istituzioni in dialogo
Oltre alle gallerie, undici istituzioni e fondazioni partecipano attivamente alla Brussels Art Week, offrendo mostre che spaziano dalla ricerca storica alla sperimentazione concettuale. Alla Fondation CAB, la collettiva Super Conceptual Pop rilegge l’arte concettuale con ironia e spirito pop, mentre la Fondation Boghossian esplora i legami tra antico Egitto e arte africana contemporanea nella mostra Timeless Gazes. Il centro d’arte WIELS conclude il suo ciclo curatoriale con una riflessione sul realismo magico, mentre La Loge ospita The Right of Return di Inas Halabi, un’indagine visiva e sonora sulla memoria e la cancellazione coloniale nei territori palestinesi.
Gli spazi indipendenti e il fermento emergente
A completare il mosaico della settimana artistica ci sono dieci spazi indipendenti, luoghi di sperimentazione e innovazione fuori dai circuiti istituzionali. Tra questi, il CCINQ propone GAY SUMMER, mostra collettiva sull’identità queer, e il Corridoio Verde presenta Interventi Situati, un percorso tra opere site-specific realizzate da ex residenti. MINERVE ospita la prima personale belga dell’artista Germaine Kruip, mentre il collettivo spasss accoglie il londinese Corey Bartle-Sanderson in una mostra che esplora memoria e domesticità attraverso fotografia e scultura.
Bruxelles si conferma così un polo vitale nel panorama dell’arte contemporanea europea, forte di una rete capillare di gallerie, collezionisti, istituzioni e realtà indipendenti. Con RendezVous – Brussels Art Week, la città non solo celebra la propria identità artistica, ma si propone come laboratorio di idee, dialoghi e scoperte a livello internazionale.








