A distanza di quindici anni dall’ultima grande personale milanese in uno spazio pubblico, Mimmo Paladino torna nel capoluogo lombardo con un progetto espositivo concepito appositamente per la Sala Stirling di Palazzo Citterio. La mostra, curata da Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera in collaborazione con l’Archivio Paladino, mette al centro i celebri Dormienti, una delle opere più rappresentative della ricerca dell’artista campano.
La serie dei Dormienti riallestita a Palazzo Citterio
La serie, composta da trentadue sculture in terracotta, viene riallestita in stretto dialogo con lo spazio ipogeo della Sala Stirling. Fin dalla loro prima apparizione alla fine degli anni Novanta, i Dormienti hanno assunto configurazioni differenti a seconda dei luoghi che li hanno accolti, mantenendo però intatta la loro forza evocativa. I corpi, distesi e raccolti in posizione fetale, sembrano sospesi in una dimensione ambigua, tra sonno e veglia, quiete e inquietudine. L’allestimento punta a trasformare lo spazio espositivo in un ambiente dinamico più che contemplativo, invitando il pubblico a muoversi liberamente tra le sculture e a costruire un rapporto diretto con l’opera. In questo senso, il dialogo con l’architettura diventa parte integrante del progetto, confermando uno degli aspetti centrali della poetica di Paladino: l’idea dell’opera come esperienza spaziale e immersiva.

I corpi distesi, tra Pompei ed Ercolano ed Henry Moore e le musiche di Brian Eno
Concepiti nel 1998 e presentati per la prima volta a Poggibonsi, i Dormienti hanno avuto nel tempo importanti tappe internazionali. Tra queste, la mostra alla Roundhouse nel 1999, realizzata insieme a Brian Eno, autore della traccia sonora che accompagnava il percorso espositivo e che viene riproposta anche in occasione dell’appuntamento milanese. Le figure create da Paladino richiamano inevitabilmente l’immaginario dei corpi di Pompei ed Ercolano, ma trovano una fonte d’ispirazione dichiarata anche nei celebri disegni di Henry Moore dedicati ai rifugi antiaerei londinesi durante la Seconda guerra mondiale. In entrambi i casi, il corpo appare fragile e raccolto, ma non privo di una dimensione visionaria e quasi onirica.
La serie di quindici grandi disegni del ’73 esposta in mostra
Accanto ai Dormienti, il percorso espositivo presenta un nucleo di quindici grandi disegni inediti del 1973, conservati fino a oggi nello studio dell’artista a Paduli. Si tratta di lavori particolarmente significativi perché documentano una fase iniziale della ricerca di Paladino, quando il giovane artista iniziava a prendere le distanze dalle tendenze dominanti del periodo — dal minimalismo all’arte concettuale fino all’arte povera — per sviluppare un linguaggio personale fondato sul disegno, sul colore e sul recupero del mito. La presenza di queste opere su carta evidenzia infatti quanto il disegno sia stato, fin dagli esordi, un elemento fondativo del lavoro di Paladino, così come la tensione verso un immaginario arcaico e simbolico destinato a diventare una costante della sua produzione.
In occasione della mostra viene pubblicato anche un volume monografico edito da Metilene Edizioni e curato da Lorenzo Madaro, dedicato al rapporto tra l’opera di Paladino e l’idea di spazio-architettura. Il libro raccoglie contributi del direttore generale della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi, dello scrittore Mauro Covacich e un ampio apparato biografico e documentario curato da Simone Salvatore Melis.
PALADINO
Milano, Palazzo Citterio (via Brera 12)
16 maggio – 26 luglio 2026
Orari: da martedì a domenica, 8.30 – 19.15 (ultimo ingresso alle ore 18.00)
Ingresso:
Biglietto Grande Brera: €20,00 (Pinacoteca + Palazzo Citterio);
solo Palazzo Citterio, intero, €12,00; ridotto, €8,00
Informazioni:
palazzocitterio.org








