Martedì 3 Novembre 2026

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Roma avrà un Museo dedicato a Mario Sironi: apertura prevista nel 2027 nella storica Casa Madre dei Mutilati

6 min di lettura

Trenta opere acquisite dallo Stato, altre novanta in comodato e un Centro Studi dedicato alla ricerca e alla documentazione: nasce nella Capitale il nuovo istituto dedicato a uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento. La sede sarà l’edificio progettato da Marcello Piacentini, che già custodisce due importanti affreschi dell’artista.

Roma si prepara ad accogliere un nuovo importante spazio dedicato all’arte del Novecento. Nella prima metà del 2027 è prevista l’apertura del Museo Mario Sironi – Centro Studi Sironiani, un progetto promosso dal Ministero della Cultura che intende restituire centralità alla figura e all’opera di uno degli artisti più rappresentativi e complessi della storia italiana del secolo scorso.

La conferenza stampa di presentazione del Museo Sironi al Collegio Romano

Il progetto è stato presentato questa mattina nella Sala Spadolini del Collegio Romano, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al Direttore generale Creatività Contemporanea Costantino D’Orazio, al Direttore generale Musei Luca Mercuri e alla Direttrice scientifica del MAXXI Margherita Guccione, componente del Comitato Scientifico della nuova istituzione.

“La nascita del Museo Mario Sironi e del Centro Studi Sironiani è il punto qualificante del mio mandato di cui vado più orgoglioso – ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli –. È il risultato di un progetto nato durante la mia presidenza del MAXXI, da un percorso di studio e ricerca intorno a uno dei più grandi artisti della storia italiana, capace di attraversare le contraddizioni del Novecento e di esprimere attraverso la pittura, l’architettura e le arti monumentali, un linguaggio ancora oggi di straordinaria attualità. Sironi ci interroga sul rapporto fra individuo e collettività, sulle trasformazioni delle città e sulle inquietudini del presente. La riscoperta della sua opera rappresenta un atto di maturità, che ci invita a guardare alla storia senza pregiudizi, riconoscendo nell’arte un’espressione di libertà e uno strumento di crescita civile. Il nuovo istituto, frutto di un lavoro corale e del dialogo tra istituzioni, discipline e generazioni, sarà un centro di propulsione intellettuale, uno spazio di conoscenza, approfondimento e partecipazione rivolto soprattutto ai giovani. Restituiamo alla collettività un patrimonio straordinario, attraverso un progetto che unisce Tutela, valorizzazione e funzione sociale. Siamo convinti che il passato acquisti pieno significato quando sappiamo rielaborarlo e metterlo in relazione con il nostro tempo. È questa la visione che ci guida, fondata sull’apertura, sul confronto e sulla condivisione”.

Il futuro museo troverà casa nella Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra, edificio di grande valore storico e architettonico progettato da Marcello Piacentini, situato tra Castel Sant’Angelo e il Palazzo di Giustizia. Una scelta tutt’altro che casuale: nel Sacrario del complesso sono infatti conservati due importanti affreschi realizzati da Mario Sironi nel 1938, testimonianza significativa della sua attività monumentale e del rapporto tra arte, architettura e spazio pubblico.

Mario Sironi
Cavallo stanco
1947
olio su tela
70 × 90 cm

Un progetto per riscoprire la complessità di Sironi

La nascita del museo rappresenta un passaggio significativo nella politica culturale del Ministero, che punta a promuovere una conoscenza più approfondita dell’eredità artistica di Sironi, mettendone in luce la ricchezza espressiva e la complessità storica.

Pittore, illustratore, muralista e autore di importanti interventi decorativi, Sironi ha attraversato alcune delle stagioni più controverse e decisive del Novecento. La sua produzione riflette le trasformazioni sociali e urbane del tempo, affrontando temi quali il rapporto tra individuo e collettività, la modernità e il ruolo dell’arte nella costruzione dell’identità pubblica.

L’obiettivo del nuovo istituto sarà dunque quello di offrire strumenti per comprendere l’intero percorso dell’artista, senza limitarsi alla dimensione estetica delle opere, ma approfondendone anche il contesto storico, culturale e intellettuale. Un’occasione di confronto che, nelle intenzioni del Ministero, dovrà coinvolgere soprattutto le nuove generazioni.

Una collezione di 120 opere per raccontare oltre quarant’anni di attività

Uno degli elementi centrali del progetto è la costituzione della collezione permanente. Il primo nucleo sarà formato da 30 opere provenienti dall’Archivio Mario Sironi di Roma, recentemente acquisite dallo Stato.

La raccolta comprende dipinti, disegni, lavori su carta, studi e bozzetti che consentono di seguire l’evoluzione della ricerca artistica di Sironi dagli anni Dieci fino alla fine degli anni Cinquanta. Un itinerario che attraversa le prime esperienze legate al Futurismo e alla Metafisica, la stagione della pittura monumentale degli anni Trenta e le composizioni dell’ultimo periodo.

A questo primo gruppo si aggiungeranno altre 90 opere concesse in comodato gratuito dall’Archivio Mario Sironi di Roma. La disponibilità di un patrimonio così articolato permetterà di organizzare esposizioni a rotazione e approfondimenti tematici, costruendo un percorso museale dinamico, capace di restituire nel tempo le diverse fasi della produzione dell’artista.

Un’attenzione particolare sarà riservata ai disegni e agli studi preparatori per gli affreschi del Sacrario. Questi materiali permetteranno infatti di mettere in relazione diretta le opere esposte con le decorazioni monumentali ancora conservate nell’edificio, offrendo ai visitatori la possibilità di comprendere il processo creativo che ha accompagnato la loro realizzazione.

Il Centro Studi: un patrimonio documentario accessibile alla ricerca

Accanto alla dimensione espositiva, il nuovo museo avrà una funzione scientifica e documentaria attraverso il Centro Studi Sironiani, concepito come luogo di conservazione, consultazione e approfondimento.

È in fase di definizione un accordo per la digitalizzazione dei materiali custoditi nell’Archivio Mario Sironi di Roma. Corrispondenze, appunti, pubblicazioni e documenti relativi alla vita privata e professionale dell’artista potranno così essere progressivamente resi disponibili in uno spazio pubblico, ampliando le opportunità di ricerca e offrendo agli studiosi nuove fonti per indagare la sua attività.

Il Centro Studi sarà parte integrante dell’identità del museo e contribuirà a consolidarne il ruolo non soltanto come luogo di esposizione, ma anche come punto di riferimento per la ricerca storico-artistica a livello nazionale e internazionale.

A sottolineare il valore del risultato raggiunto è stata Romana Sironi, Presidente dell’Archivio Mario Sironi di Roma, che ha ricordato il lungo impegno dedicato alla realizzazione dell’iniziativa. Per lei l’apertura del museo rappresenta il compimento di oltre trent’anni di lavoro, studio e passione, oltre che un’opportunità per trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di un artista la cui opera richiede ancora approfondimenti e nuove prospettive interpretative.

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Una rete di competenze per il nuovo museo

La realizzazione dell’istituto è il risultato di un accordo di valorizzazione sottoscritto il 9 marzo 2026 dalla Direzione generale Musei, dalla Direzione generale Creatività Contemporanea, dall’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e dall’Archivio Mario Sironi di Roma.

Per accompagnare lo sviluppo scientifico e culturale del progetto è stato costituito un Comitato Scientifico composto da Gabriella Belli, Fabio Benzi, Angelo Piero Cappello, Francesca Florimbii, Margherita Guccione, Mariastella Margozzi, Elena Pontiggia, Luca Ribichini, Gabriele Simongini e Alessandra Tarquini.

La gestione della struttura sarà affidata all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, che ha già seguito l’acquisizione del primo nucleo della collezione permanente e curerà la programmazione delle attività.

Il complesso ospiterà il percorso espositivo, il Sacrario, gli spazi di deposito e il Centro Studi, con la prospettiva di ampliare progressivamente le collezioni attraverso nuove acquisizioni, prestiti e collaborazioni con altre istituzioni culturali.

Mario Sironi
L’Impero
1936-1938
tempera su carta intelata
274 × 174 cm

Appuntamento al 2027

Prima dell’apertura al pubblico sarà necessario completare gli interventi di adeguamento funzionale, l’allestimento museografico e le opere per migliorare l’accessibilità degli ambienti, attività attualmente in corso sotto la responsabilità della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Quando aprirà le porte, il Museo Mario Sironi si presenterà come una nuova realtà nel panorama culturale della Capitale: un luogo in cui la conservazione del patrimonio dialogherà con la ricerca, la divulgazione e la formazione. La scelta di collocarlo in un edificio che già custodisce una testimonianza fondamentale dell’attività monumentale dell’artista conferisce al progetto un valore ulteriore. Non soltanto uno spazio in cui ammirare le opere, ma un contesto in cui ricostruire i legami tra pittura, architettura, storia e società.

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