VENEZIA – Dal 12 ottobre 2024 al 3 marzo 2025, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita Marina Apollonio. Oltre il cerchio, una mostra che omaggia una delle figure più influenti dell’arte ottica e cinetica internazionale. Curata da Marianna Gelussi, l’esposizione dà conto dell’opera di Apollonio, dagli esordi fino ad oggi, attraverso oltre 100 opere.
Durante la conferenza stampa, la direttrice Karole P. B. Vail ha sottolineato l’importanza di questa rassegna. Si tratta, infatti, della prima e più grande personale mai realizzata in Italia dedicata all’artista. Venezia, città che ha adottato Apollonio, ha con lei un legame speciale, rafforzato dalla commissione di un’opera nel 1968 da parte di Peggy Guggenheim, dal titolo Rilievo n. 505, oggi parte della collezione permanente del museo.
“L’aver realizzato un’opera che ancora oggi fa parte della collezione di Peggy Guggenheim fu per me un enorme incoraggiamento a continuare e insistere nel realizzare opere in cui credevo” – afferma l’artista.

© Photo Matteo De Fina
Il “desiderio di superamento” di Marina Apollonio
La mostra si concentra sul desiderio di Apollonio di superare i limiti formali, focalizzandosi in particolare sul cerchio, che diventa il fulcro della sua ricerca. Le sue opere, caratterizzate da un rigoroso approccio metodologico, giocano con la percezione visiva e la dinamizzazione della forma. Apollonio usa il cerchio spingendo questa figura geometrica oltre i confini tradizionali, come dimostrano le celebri serie di Dinamiche circolari e i Rilievi. “Basata sul rigore del programma – spiega la curatrice Gelussi – la sua opera dinamizza la forma – il cerchio in particolare – e instaura una relazione attiva con chi guarda. Con slancio sperimentale esplora nuovi materiali, nuove tecniche, alla ricerca di variazioni sempre nuove”.

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Il percorso espositivo
La rassegna veneziana include opere provenienti da importanti collezioni internazionali, tra cui la Neue Galerie di Graz, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e il Museum Haus Konstruktiv di Zurigo, solo per citarne alcuni. Il percorso espositivo si snoda attraverso l’eleganza delle Gradazioni, le strutture dinamiche dei Rilievi a diffusione cromatica, fino alle Espansioni, esplosioni cromatiche dalle linee di colore concentriche.
Sono, inoltre, presenti due progetti site-specific, come Entrare nell’opera, creato appositamente per la mostra, e l’installazione musicale Endings, frutto della recente collaborazione con il compositore Guglielmo Bottin.

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Dialogo con l’arte cinetica
La mostra si collega idealmente con gli spazi di Palazzo Venier dei Leoni, dove è allestita una sala dedicata all’arte cinetica, con opere di artisti come Victor Vasarely, Alberto Biasi, e Franco Costalonga, insieme ovviamente a Marina Apollonio. Questo dialogo con il movimento cinetico sottolinea l’importanza storica di Apollonio e la sua capacità di innovare attraverso la sua arte.
Il catalogo
Accompagna la mostra un catalogo illustrato edito da Marsilio Arte, con testi di illustri storici dell’arte come Arnauld Pierre e Max Hollein, oltre a un’intervista esclusiva all’artista realizzata da Cecilia Alemani.

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Vademecum
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701
I-30123 Venezia
tel: +39 041 2405 411
e-mail: info@guggenheim-venice.it








