Dal 16 ottobre 2025 al 24 gennaio 2026, il museo d’impresa del Gruppo Unipol ospita un’esposizione dedicata a una delle protagoniste della scultura contemporanea, indagando la forza silenziosa dell’acciaio e la delicatezza del segno di Beverly Pepper
A partire dal 16 ottobre, CUBO – il museo d’impresa del Gruppo Unipol – apre le porte alla mostra “Beverly Pepper. Space Outside”, un viaggio immersivo nell’universo creativo di una delle più influenti scultrici del Novecento e del nuovo millennio. Distribuita nelle due sedi bolognesi di Porta Europa e Torre Unipol, l’esposizione sarà visitabile fino al 24 gennaio 2026.
Curata da Ilaria Bignotti e Marco Tonelli, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Progetti Beverly Pepper di Todi, la mostra raccoglie quaranta opere tra sculture, disegni, bozzetti, acquerelli, sketchbook, fotografie e video. Un percorso espositivo che va ben oltre la tradizionale retrospettiva, per concentrarsi invece su alcuni temi centrali della ricerca dell’artista: ambiente, memoria, comunità e relazione con lo spazio.
Due opere chiave, due luoghi simbolici
Il cuore della mostra ruota attorno a due sculture monumentali, parte del patrimonio artistico del Gruppo Unipol: Prisms (1967-1968) e Virgo Rectangle Twist (1967), entrambe in acciaio inox lucido. Le opere, visibili rispettivamente nella sede di Porta Europa e nella Torre Unipol, segnano un punto di svolta nel linguaggio di Pepper, che proprio in quegli anni inizia a riflettere sull’arte pubblica come esperienza collettiva e inclusiva. Accanto alle sculture, il pubblico potrà ammirare i disegni preparatori e i progetti ambientali da cui sono nate, in un flusso continuo tra idea, materia e scala, come sottolinea Ilaria Bignotti nel testo critico del catalogo.
L’arte come spazio di connessione
Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, Beverly Pepper approfondisce concetti come la land art, l’anti-monumento e la Connective Art: un’arte che si fa spazio vissuto, luogo di rifugio e condivisione, lontano dalla retorica celebrativa e vicino all’esperienza quotidiana. Una visione che si fa concreta, ad esempio, nell’Amphisculpture realizzata a L’Aquila nel 2018 come dono alla città dopo il terremoto, di cui la mostra presenta la maquette originale. Quello che emerge è un’arte capace di offrire “querencia” – parola spagnola che indica lo spazio sicuro nell’arena, dove il toro si rifugia dal matador – e che diventa metafora di protezione e riconnessione.
Un ritratto intimo e potente
Oltre alle opere, “Space Outside” presenta un ricco apparato iconografico: immagini inedite di Beverly Pepper al lavoro, sia in fonderia – dove, per farsi accettare in un ambiente maschile, si faceva chiamare “George” – sia ritratta accanto alle sue sculture, vere e proprie estensioni del suo essere. Una narrazione visiva che restituisce tutta la potenza di una donna pioniera, artista cosmopolita e profondamente legata all’Italia, dove ha vissuto a Todi dal 1972 fino alla sua scomparsa.
Un progetto culturale vivo
Ad arricchire il progetto espositivo, il 27 novembre 2025 si terrà una giornata di studio dedicata alla figura e alla poetica di Pepper. L’evento vedrà la partecipazione di studiosi e artisti come Andrea Pinotti, Loris Cecchini, Arianna Bettarelli (responsabile archivio della Fondazione) e lo stesso Marco Tonelli, con la moderazione di Ilaria Bignotti. La mostra è accompagnata da un catalogo che include testi critici dei curatori e contributi che approfondiscono la rilevanza di Pepper nel panorama dell’arte contemporanea.
Informazioni pratiche:
Dove: CUBO – Sedi di Porta Europa e Torre Unipol, Bologna
Quando: 16 ottobre 2025 – 24 gennaio 2026
Ingresso gratuito
Info: [sito ufficiale di CUBO]








