C’è un momento, nel nuovo podcast dedicato alla civiltà etrusca, in cui la voce di Maria Grazia Cucinotta smette di essere quella di un’attrice contemporanea e si trasforma in qualcosa di più antico, evocativo, quasi rituale. È l’istante in cui prende vita Tanaquilla, regina etrusca, figura simbolica e guida narrativa di un viaggio che attraversa i secoli. Non è solo interpretazione: è un dispositivo immersivo che trasporta l’ascoltatore dentro un tempo sospeso, dove mito e storia si fondono.Da questa scelta artistica prende forma il cuore del progetto “Via Etrusca”, iniziativa strategica finanziata dal Ministero del Turismo per la valorizzazione dei siti UNESCO di Necropoli di Tarquinia e Necropoli della Banditaccia. A firmare la produzione del podcast è Skylab Studios, che ha costruito un ecosistema narrativo capace di coniugare rigore scientifico e linguaggi contemporanei.
Il format evocativo della “macchina del tempo”
Il format scelto è quello della “macchina del tempo”: sette episodi che ripercorrono la storia etrusca dalle origini fino all’età contemporanea. Accanto alla regina Tanaquilla, prende voce il critico d’arte Vittorio Maria de Bonis, in un dialogo che alterna racconto, analisi e suggestione. Il risultato è una narrazione dinamica, pensata per rendere accessibile un patrimonio complesso senza rinunciare alla profondità dei contenuti. «Diamo vita a uno strumento semplice ma potente – spiega Leonardo Tosoni, art director di Skylab Studios – per aprire una nuova porta sulla storia».

Tanaquilla, la regina
La figura di Tanaquilla non è casuale. Donna di potere, interprete di segni e simboli, diventa qui il filo conduttore per esplorare la spiritualità etrusca, il rapporto con l’aldilà, la ricchezza iconografica delle pitture tombali e le trasformazioni urbane che hanno segnato Tarquinia e Cerveteri nel corso dei secoli. Il racconto si allarga poi al paesaggio e alle sue eccellenze, dalla monumentalità dell’Ara della Regina fino alle tradizioni dei borghi storici come Ceri. Molto attenta alla qualità la produzione del progetto: la cura editoriale di Maria Vittoria Alfieri e Valeria Marchionne, il sound design di Sergio Foroni e il contributo musicale del maestro Marco Guidolotti contribuiscono a costruire un’esperienza sonora immersiva, pensata per le principali piattaforme di streaming come Spotify e Apple Podcast.
Ma “Via Etrusca” guarda anche oltre i confini nazionali. È già in corso un processo di internazionalizzazione che sfrutta tecnologie di intelligenza artificiale per la clonazione vocale dei testimonial. L’obiettivo è ambizioso: tradurre il podcast in più lingue — inglese, tedesco e spagnolo — mantenendo intatta l’identità espressiva delle voci originali, abbattendo così le barriere linguistiche senza perdere l’autenticità narrativa. Il podcast si inserisce inoltre in una piattaforma digitale più ampia, la web app “Via Etrusca”, che integra realtà aumentata e virtuale, audioguide, contenuti in LIS e percorsi dedicati ai più giovani. Un modello di turismo culturale inclusivo che punta a ridefinire le modalità di fruizione del patrimonio.








