Dal 4 al 6 ottobre il documentario di David Bickerstaff e Phil Grabsky arriva in oltre cento sale italiane. Un viaggio tra Roma, Napoli, Malta e Sicilia per raccontare il pittore attraverso le opere e le tracce della sua vita
Caravaggio non ha mai smesso di essere contemporaneo. Quattro secoli dopo la sua morte, la sua pittura continua a parlare attraverso una luce che taglia il buio, volti presi dalla strada e corpi lontani dall’idealizzazione della tradizione. In questi giorni una mostra a Porto Ercole ne ricorda lo splendore nel luogo dove, secondo la tradizione, morì. Ma resta ancora difficile separare l’artista dall’uomo: una vita inquieta, segnata dalla violenza, dalle fughe e da una morte rimasta a lungo avvolta nell’incertezza. È proprio su questo intreccio tra biografia e pittura che si concentra Caravaggio, il film diretto da David Bickerstaff e Phil Grabsky che inaugura la stagione 2026-2027 di I Grandi Maestri, il progetto di Kublai Film dedicato al cinema documentario d’arte. Il film sarà nelle sale italiane il 4, 5 e 6 ottobre, con oltre cento cinema coinvolti.
Il documentario è il risultato di cinque anni di lavoro e segue le tracce di Michelangelo Merisi nei luoghi che ne hanno segnato la vicenda: Roma, Napoli, Malta e la Sicilia. Non è però una semplice biografia filmata. Le opere diventano il punto di partenza per ricostruire il carattere, le esperienze e le contraddizioni dell’artista. A guidare il racconto sono storici dell’arte ed esperti, affiancati da sequenze interpretate dall’attore Jack Bannell, che veste i panni di Caravaggio e in diversi momenti si rivolge direttamente alla macchina da presa. Una scelta che avvicina il documentario alla forma del racconto cinematografico e introduce lo spettatore nella dimensione più personale della vicenda.
Al centro rimangono comunque i dipinti. La ripresa in altissima definizione permette di soffermarsi su dettagli difficilmente leggibili a occhio nudo: la materia della pittura, i gesti, gli sguardi e soprattutto quelle presenze che possono essere interpretate come autoritratti nascosti. Il film li utilizza come possibili indizi per avvicinarsi all’uomo che si cela dietro il pittore. La prospettiva è quella di un’indagine. Ogni quadro può contenere un elemento capace di aggiungere un tassello alla storia, ma anche di aprire una nuova domanda. Quanto della vita di Caravaggio è confluito nella sua pittura? E quanto della sua personalità può essere ricostruito osservando le opere? Sono interrogativi che spiegano anche la persistente fortuna dell’artista. La rivoluzione di Caravaggio non riguarda soltanto lo stile: la sua pittura ha modificato il rapporto tra sacro e quotidiano, tra bellezza e realtà, portando sulla tela figure fisicamente riconoscibili e una drammaticità che avrebbe influenzato generazioni di artisti.
Dopo Caravaggio, I Grandi Maestri proseguirà il 29 e 30 novembre e il 1° dicembre con Werner Herzog. Radical Dreamer, ritratto del regista tedesco firmato da Thomas von Steinaecker, costruito attraverso materiali d’archivio e testimonianze di collaboratori e protagonisti del cinema e della cultura contemporanea, tra cui Christian Bale, Nicole Kidman, Robert Pattinson, Wim Wenders, Patti Smith e Chloé Zhao.
Il calendario continuerà il 14, 15 e 16 febbraio 2027 con Frida Kahlo, diretto da Ali Ray e arricchito da contenuti legati alla grande esposizione dedicata all’artista dalla Tate Modern. Il 14, 15 e 16 marzo sarà la volta di Michael Ende. Una storia infinita, ancora diretto da Thomas von Steinaecker e realizzato come coproduzione internazionale da Kublai Film con 3B-Produktion e ARTE/ZDF, con la partecipazione di Roberto Saviano. A chiudere la stagione, il 18, 19 e 20 aprile 2027, sarà Turner & Constable, dedicato ai due grandi protagonisti della pittura britannica del paesaggio.








