Roma compie un passo storico nel riconoscimento della fotografia come linguaggio culturale autonomo e centrale. Con la presentazione ufficiale in Campidoglio nasce infatti il primo Centro pubblico della Fotografia della Capitale, destinato a diventare uno dei cuori pulsanti della nuova Città delle Arti che sta prendendo forma nell’ex Mattatoio di Testaccio.
L’inaugurazione è fissata per il 29 gennaio 2026, data simbolica che coincide con il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, mentre l’apertura al pubblico avverrà il giorno successivo. Il progetto è stato illustrato dal Sindaco Roberto Gualtieri insieme all’Amministratore Delegato della Fondazione Mattatoio Umberto Marroni e all’Assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio, segnando un momento chiave nella strategia culturale della città.

Un nuovo polo per la fotografia contemporanea
Il Centro della Fotografia trova sede nel Padiglione 9D dell’ex macello, all’interno di un complesso architettonico di fine Ottocento che è stato oggetto di un attento intervento di recupero. Con un investimento di circa 5 milioni di euro di fondi comunali, il nuovo spazio si estende su 1.500 metri quadrati distribuiti su due livelli: al piano terra ampie sale espositive modulabili, uffici, biglietteria e una biblioteca specializzata con oltre 3.000 volumi; al primo piano una grande sala polivalente e un suggestivo ballatoio espositivo.
La forza del progetto risiede nel dialogo tra passato e presente: le strutture industriali originarie in ghisa, le capriate e le guidovie convivono con soluzioni tecnologiche di ultima generazione, capaci di rispondere alle esigenze più complesse dell’esposizione fotografica contemporanea. Il Centro si propone così come punto di riferimento pubblico per la fotografia italiana e internazionale, colmando una storica lacuna nel panorama culturale romano.
Le mostre inaugurali: Irving Penn e Silvia Camporesi
Ad accompagnare l’apertura, due mostre che dichiarano fin da subito l’ambizione del nuovo Centro. Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026 sarà visitabile Irving Penn. Photographs 1939–2007, una selezione di capolavori provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi, dedicata a uno dei più grandi maestri della fotografia del Novecento. Curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet, l’esposizione attraversa quasi settant’anni di carriera, restituendo la forza formale e l’eleganza senza tempo dello sguardo di Penn.
In parallelo, il Centro ospiterà Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo a cura di Federica Muzzarelli, un progetto che esplora il rapporto tra fotografia, memoria e paesaggio, confermando l’attenzione verso la ricerca contemporanea italiana.
Nello spazio “Campo visivo”, dedicato alla sperimentazione e ai linguaggi emergenti, sarà inoltre allestita la mostra Corpi reali e corpi immaginari curata da Daria Scolamacchia: un percorso che intreccia materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni per riflettere su corpo e gesto, tra realtà e immaginazione.
La Città delle Arti: una visione per Roma
Il nuovo Centro della Fotografia è parte integrante della più ampia trasformazione del Mattatoio di Testaccio, un complesso di oltre 105.000 metri quadrati costruito nel 1881 e dismesso negli anni Settanta, oggi al centro di uno dei più importanti progetti di rigenerazione culturale in Europa. La futura Città delle Arti, gestita dalla neonata Fondazione Mattatoio di Roma, riunirà spazi espositivi, università, biblioteche, luoghi per la ricerca e grandi eventi.
Con un investimento complessivo che supera i 90 milioni di euro, provenienti da fondi PNRR e comunali, e il coinvolgimento di partner come l’Università Roma Tre e la Fondazione Roma, i lavori proseguiranno fino al 2027. Tra cantieri già attivi e interventi in corso, il Mattatoio si prepara a diventare un vero distretto culturale integrato, capace di dialogare con il quartiere e con la città.








