Dalla Penisola Antartica al Canada, dalla Patagonia all’Himalaya, dalla Georgia del Sud alla Russia. Scenari di straordinaria bellezza eppure terribilmente in pericolo. Sono i ghiacciati delle aree più remote del mondo fotografati da Sebastiao Salgado, scomparso a maggio 2025ed esposte tra Rovereto e Trento, dal Mart al MUSE, in quella che si può considerare la mostra-manifesto del maestro della fotografia dedicata all’ambiente, alla natura e ai suoi contrasti. Una mostra-manifesto, oltre 60 fotografie in grande e grandissimo formato, che celebra i ghiacciai del mondo con l’obiettivo di sensibilizzare la società sul ruolo essenziale nel sistema climatico e idrologico globale, nell’anno, il 2025, che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai.
Due sedi espositive per 60 fotografie in bianco e nero
Le fotografie ritraggono, in un bianco e nero ricco di contrasti, alcuni dei luoghi più studiati da ricercatori che indagano la storia geologica della Terra, così come le conseguenze a breve e lungo termine della crisi climatica e del riscaldamento globale. Custodi di informazioni preziose, infatti, i ghiacciai conservano tracce del passato della Terra e segnali del suo futuro. Coprono circa il 10% della superficie terrestre, ma sono fondamentali regolatori del clima e di ecosistemi che ospitano una biodiversità unica, minacciata di estinzione a causa di un tasso di fusione senza precedenti. La loro progressiva scomparsa sta causando una profonda trasformazione dell’ambiente e del paesaggio montano e polare, con impatti negativi diretti su attività quali agricoltura, pastorizia, produzione di energia idroelettrica, turismo e profonde trasformazioni culturali. Per questo motivo il “MUSE, centro di ricerca e istituzione culturale – spiega il direttore Massimo Bernardi – intende contribuire alla conoscenza e al dibattito sociale sull’importanza fisica e simbolica dei ghiacciai attraverso un programma di attività multidisciplinari, accessibili e coinvolgenti. I musei hanno il potere di trasformare la conoscenza in azione e lo stimolo offerto dalla Nazioni Unite di un impegno internazionale verso i ghiacciai,patrimonio fragile e vitale, è prezioso per indirizzare ancora più convintamente i nostri sforzi in tal senso”.


Dopo Genesi e Amazzonia, quindi, Salgado aveva deciso di gettare il suo sguardo fotografico su una delle realtà più in pericolo del pianeta. In mostra, divise tra le due sedi museali espositive del Muse e del Mart, oltre 60 immagini che cercano di restituire al visitatore l’immenso patrimonio naturalistico che stiamo rischiando di perdere. Per il Mart di Rovereto Salgado ha scelto oltre 50 fotografie di ghiacciai di tutto il mondo, una sorta di viaggio in bianco e nero attraverso paesaggi spettrali ma al tempo stesso ricchi di vita e di biodiversità. La mostra al Mart di Rovereto si chiude con una “sala video” nella quale Mart e Trento Film Festival propongono una selezione tematica di film che si apre con Icemeltland park, di Liliana Colombo (Italia/Regno Unito, 2020, 40’), premiato nell’edizione 2021 del Festival con la Menzione Speciale della Giuria. Alla selezione hanno lavorato Miro Forti e Rosanna Stedile, Trento Film Festival, insieme alla direttrice del Festival, Luana Bisesti, e al curatore della mostra, Gabriele Lorenzoni.


Al MUSE di Trento, invece, le fotografie di Salgado costituiscono una grande installazione site specific sospesa nel “Grande Vuoto”, lo spazio che l’architetto Renzo Piano ha immaginato come cuore pulsante del museo. Scattate tutte in Canada, nel Parco nazionale e riserva di Kluane, costituiscono un unico grande ciclo fotografico.
Il progetto espositivo è completato da un ricco catalogo edito da Contrasto. A introdurre le opere, un intervento della scienziata e divulgatrice Elisa Palazzi, docente di Fisica del clima all’Università di Torino. Per l’occasione, è stata inserita in apertura del catalogo Ghiaccai, una poesia di Primo Levi del 1946 pubblicata da Einaudi










