Con un programma ricco di eventi, incontri e suggestioni visive, ha preso il via l’undicesima edizione del Siena Awards Photo Festival, uno degli appuntamenti più prestigiosi al mondo dedicati alla fotografia contemporanea. Fino al 23 novembre, la città del Palio si trasformerà in un palcoscenico globale dell’immagine, ospitando mostre, talk e celebrazioni in alcuni dei luoghi più affascinanti del suo territorio. In undici anni di attività, infatti, il Festival ha accolto oltre 400.000 fotografie provenienti da 194 Paesi, diventando un punto di riferimento imprescindibile per fotografi, fotoreporter e amanti dell’immagine. La sua forza è nella capacità di raccontare il mondo attraverso sguardi diversi, promuovendo la fotografia come linguaggio universale capace di abbattere confini geografici, culturali e sociali. Nell’edizione 2025 in calendario 10 mostre fotografiche, 3 concorsi internazionali, incontri con grandi maestri del fotogiornalismo, una giornata di approfondimenti con i SIPA Talks, oltre a eventi diffusi tra palazzi storici, musei, chiese sconsacrate e borghi del territorio senese. Il Festival si è simbolicamente inaugurato il 24 settembre con il conferimento della laurea magistrale honoris causa in Antropologia e Linguaggi dell’immagine a Steve McCurry, uno dei fotografi più iconici della nostra epoca, noto per scatti senza tempo come la celebre “Ragazza afghana”. Il riconoscimento da parte dell’Università di Siena celebra non solo la potenza visiva della sua opera, ma anche il suo valore antropologico e umano.


Le mostre
Le opere vincitrici saranno protagoniste di mostre collettive, offrendo al pubblico una panoramica sulle migliori espressioni della fotografia contemporanea. Oltre a queste, il programma prevede altre 5 mostre personali e una collettiva nel comune di Sovicille per un totale di 10 esposizioni.
La mostra Mexico Border di Adrees Latif, allestita presso l’Accademia dei Rozzi, esplora le storie di chi affronta le complesse realtà della migrazione, catturando momenti di straordinaria intensità lungo un paesaggio tanto vasto quanto implacabile.
Con il progetto documentario No Woman’s Land, esposto all’Area Verde Camollia 85, la fotografa canadese-iraniana Kiana Hayeri documenta le drammatiche condizioni vissute dalle donne afghane sotto il regime repressivo dei talebani: le sue immagini non solo testimoniano le difficoltà quotidiane, ma esaltano anche la resistenza e i silenziosi atti di sfida di queste donne in un mondo che tenta di cancellarle.


SIPA AWARDS-Sports in Action_Jerome Brouillet, Golden Moment @Siena Awards Photo Festival
Katie Orlinsky, con la mostra Vanishing Caribou al Museo di Storia Naturale, offre una narrazione fotografica sulla crisi climatica attraverso la migrazione dei caribù nell’Artico e la resilienza delle comunità indigene che da millenni vivono in simbiosi con questo ambiente.
Sempre al Museo di Storia Naturale è ospitata la più importante mostra al mondo di fotografia aerea, Above us Only Sky, che cattura la bellezza del mondo vista dall’alto attraverso una selezione delle migliori immagini premiate al prestigioso concorso fotografico Drone Photo Awards.
Il Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” ospita la collettiva I Wonder if You Can, con le immagini vincitrici del Creative Photo Awards 2025: opere di fotografi contemporanei che adottano approcci innovativi per sovvertire le aspettative dello spettatore.


Presso l’Ex Distilleria Lo Stellino sono esposte le immagini premiate al Siena International Photo Awards nella mostra People Sharing All the World che rappresenta l’eccellenza fotografica internazionale, culminando nella Photo of the Year, selezionata tra le diverse categorie del concorso.
Nella stessa sede viene allestita anche SIPA Story-Telling, una mostra interamente dedicata al racconto per immagini, con i reportage premiati nell’edizione più recente del Siena International Photo Awards: esperienze forti, a volte crude, che illustrano il pensiero fotografico e il lavoro di fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.
Al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga, Elliot Ross presenta A Question of Balance, un progetto che racconta l’impatto umano della scarsità d’acqua e delle disuguaglianze nell’Ovest americano: attraverso immagini che si muovono tra la Navajo Nation e la contea di Washington, emerge un sistema idrico fragile e profondamente diseguale.


Il Centro culturale “La Tinaia” di Sovicille ospita invece la mostra personale del fotogiornalista giordano, due volte Premio Pulitzer, Muhammed Muheisen, Life and War, che racconta oltre due decenni di guerra, distruzione, sofferenza umana e resilienza: un viaggio visivo che testimonia come, anche nel cuore del conflitto, la vita non si fermi mai e continui ad andare avanti.
E ancora per il quinto anno consecutivo, le vie del centro di Sovicille tornano ad accogliere Sovicille Creative, un’esposizione all’aperto con grandi fotografie installate nelle porte e finestre murate di abitazioni, palazzi ed edifici storici. Un allestimento che trasforma il borgo in un percorso visivo di grande suggestione.










