Un successo tutt’altro che inaspettato per la mostra Beato Angelico, che ha aperto le porte il 26 settembre tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco a Firenze, registrando oltre 10.000 presenze già nella prima settimana. Un avvio trionfale che conferma l’attesa e l’interesse attorno alla figura di Fra Giovanni da Fiesole, uno dei grandi maestri dell’arte del Quattrocento.
La mostra, co-organizzata con la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, è la prima grande retrospettiva dedicata al Beato Angelico dopo settant’anni. Curata da Carl Brandon Strehlke con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi, l’esposizione propone un percorso straordinario tra capolavori restaurati, opere riunite dopo secoli di separazione e un dialogo profondo con artisti come Masaccio, Lorenzo Monaco, Filippo Lippi, ma anche scultori come Ghiberti, Michelozzo e della Robbia.
Frutto di oltre quattro anni di lavoro, il progetto rappresenta un’impresa culturale di valore eccezionale, che ha coinvolto musei internazionali, biblioteche, chiese e istituzioni di tutta Italia. Il grande riscontro di pubblico dimostra come l’eredità artistica del Beato Angelico continui a parlare con forza e bellezza al presente.








