FIRENZE – Firenze torna a essere teatro di un acceso dibattito sull’arte contemporanea con l’arrivo di Time Unfolding, la scultura monumentale di Thomas J Price installata in Piazza della Signoria. L’opera, una figura femminile alta quasi quattro metri, realizzata in bronzo con una patina dorata, si inserisce in un contesto fortemente simbolico: l’agorà rinascimentale, popolata da capolavori della statuaria classica e manierista, ospita per la prima volta una giovane donna contemporanea, ritratta in un gesto di quotidianità, immersa nel proprio mondo interiore.
La presenza di Price in città non si limita alla piazza: il Museo Novecento e Palazzo Vecchio accolgono, infatti, una selezione di opere che dialogano con la tradizione artistica fiorentina e con la sua eredità politica e culturale. Un’esposizione diffusa che, come avvenuto in passato con artisti come Jeff Koons, Urs Fischer e Francesco Vezzoli, spinge la città a confrontarsi con le trasformazioni del presente.
Una statua che divide e interroga
Come accaduto con le precedenti installazioni di arte contemporanea in Piazza della Signoria, anche l’opera di Price ha suscitato reazioni contrastanti. Time Unfolding si distacca nettamente dalla narrazione eroica delle sculture circostanti: senza piedistallo, con un atteggiamento apparentemente distaccato, la figura sembra quasi estranea alla celebrazione del potere che domina lo spazio urbano. Tuttavia, è proprio in questa alterità che risiede la forza dell’opera. Come sottolineato dal direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti, la scultura introduce un cortocircuito temporale tra l’immobilità della storia e il flusso continuo della contemporaneità, spingendo l’osservatore a interrogarsi su identità, rappresentazione e gerarchie culturali.
La scelta di raffigurare una giovane donna nel cuore della Firenze rinascimentale si inserisce nel più ampio discorso di Price sulla ritrattistica pubblica e sul valore simbolico della scultura monumentale. L’artista britannico, noto per le sue figure di grande formato, si appropria della tradizione statuaria occidentale per sovvertirne i codici, dando voce a soggetti che raramente trovano spazio nella narrazione ufficiale.
Un confronto con la storia e il potere
A Palazzo Vecchio, la mostra prosegue con opere che affrontano il tema della rappresentazione del potere. Through a Steady Gaze, busto in marmo verde Ming lucidato, è esposto nella Sala Leone X, in dialogo con gli affreschi celebrativi della famiglia Medici. Il contrasto tra l’anonimato della figura di Price e i ritratti ufficiali di papi, cardinali e duchi invita a riflettere su chi sia stato storicamente degno di essere immortalato e su come le istituzioni abbiano codificato e perpetuato un certo tipo di immagine del potere.
In un’altra sala, cinque teste in bronzo, parte della serie Bronze Heads, occupano il Tavolo della Magistratura, nello spazio un tempo riservato alle decisioni della corte fiorentina. Qui, la scelta dei materiali – il bronzo accostato a basi in perspex e vernice spray – mette in discussione l’autorità della scultura tradizionale, suggerendo una lettura critica delle gerarchie culturali e sociali.
Il contemporaneo si insinua nel passato
Il percorso espositivo si sviluppa anche nella Sala dei Gigli, dove A Place Beyond (2023), una persona comune che appare sospesa nello spazio dominato dalla Giuditta e Oloferne di Donatello. Se l’eroina biblica rinascimentale incarna il trionfo del bene sul male, la figura di Price è una presenza silenziosa, priva di retorica, che potrebbe essere confusa con un visitatore qualunque. Anche qui, la scala monumentale dell’opera suggerisce un rovesciamento della percezione comune: la normalità quotidiana diventa soggetto degno di rappresentazione, portando lo spettatore a interrogarsi sul valore della memoria storica e sulla stratificazione della cultura visiva.
Al Museo Novecento, nel chiostro rinascimentale, si trova A Kind of Confidence (2023), figura maschile vestita elegantemente, con un’espressione assorta e quasi vulnerabile. “L’attenzione riguarda principalmente le sue scarpe … Il completo gli sta bene. Ma lui non è così sicuro …” afferma Price “Ho lavorato a lungo con l’idea che la vulnerabilità sia in realtà una forza. La domanda è: come [questo giovane uomo] abita lo spazio in cui si trova? Si sente inferiore agli altri? Sente di essere giudicato?”.
Price indaga, dunque, il rapporto tra identità e percezione sociale, ribaltando gli stereotipi che storicamente hanno influenzato la rappresentazione delle persone nere nella tradizione scultorea europea.
La presenza di Thomas J Price a Firenze si configura come una sorta di esperimento culturale che mette alla prova la relazione della città con la contemporaneità. La sua arte sfida le aspettative e apre spazi di riflessione. La scultura di Piazza della Signoria, al di là delle polemiche, rappresenta un momento di confronto: il passato, che tanto caratterizza Firenze, può ancora dialogare con il presente senza chiudersi in una narrazione immutabile?
Questa è la domanda che Time Unfolding suscita, mentre osserviamo la figura dorata poggiare i piedi direttamente sulla pietra della piazza, senza piedistalli a elevarla né simboli a definirla.












