In dialogo con Alfred Mirashi Milot, l’artista delle chiavi giganti

[caption id="attachment_25659" align="alignnone" width=""]Milot nel suo studio a Firenze Foto Michele Stanzione[/caption]

Arrivato nel 1991 da Durazzo in Italia, di strada ne ha fatta tanta in tutti sensi, sviluppando una ricerca artistica molto personale, con un forte legame con le origini, ma allo stesso tempo ricca di riferimenti storici e con uno sguardo sempre aperto alle altre culture. Questa è  la “chiave” di lettura principale che apre all’essenza del suo linguaggio artistico

“Sul filo della memoria”, gli archivi d’artista si raccontano online

[caption id="attachment_25654" align="alignnone" width=""]Pippo Rizzo nel suo studio di via Serradifalco, anni Cinquanta, courtesy Acrhivio Pippo Rizzo[/caption]

Tre incontri (18 gennaio, 1 e 22 febbraio 2021) dedicati ad altrettanti archivi italiani fondati con la volontà e la coscienza dell’importanza di mantenere viva la figura degli artisti e tramandarla negli anni a venire attraverso la ricerca, l’approfondimento e la salvaguardia della loro opera

La Galleria Borghese acquisisce il dipinto “Danza campestre” di Guido Reni

[caption id="attachment_25653" align="alignnone" width=""]Guido Reni, Danza campestre, ph C. Giusti. [/caption]

Dopo una serie di ricerche l’opera, datata 1601-02 circa, è stata attribuita all’artista. In accordo con le decisioni sulla riapertura dei Musei, il dipinto verrà presentato al pubblico in una cornice di iniziative che ne illustrino l’origine e il suo posto nel contesto romano di primo Seicento