A Bologna le campane di vetro si trasformano in street art

Si chiama White Bin project l’iniziativa di live painting presentato da Hera, la multiutility emiliano-romagnola che ha deciso di trasformare le campane di vetro in opere di street art

Si chiama White Bin project l’iniziativa di live painting presentato da Hera, la multiutility emiliano-romagnola che ha deciso di trasformare le campane di vetro in opere di street art

“Diversità e inclusione” sono le parole chiave dell’opera di street art che ricopre la facciata del “Caravaggio”, liceo artistico statale di Tor Marancia: metri di muro ricoperti da sorrisi di bambini, fiori e farfalle

La mostra a cura di Andrea Schiavo è un percorso esperienziale, interattivo che risponde alla curiosità su cosa mangiavano i nostri antenati e attraverso quali modalità i cibi arrivavano sulle tavole

La foto in questione, in mostra alla Reggia Venaria, è “L’Avana Cuba, 2014” che presenta alcuni errori di post-produzione non imputabili al celebre fotografo

Equivalente di Shazam per la musica, l’applicazione è attualmente attiva a New York ed è in grado di fornire una serie di informazioni sulle opere d’arte, scattando una foto

L’opera dello street artist, celebre per le sue modifiche ironiche ai cartelli stradali, era stata rimossa in passato dopo un danneggiamento, per il Comune si trattava di una installazione abusiva

Sembra probabile che il manufatto, molto ben conservato, possa essere stato progettato dall’architetto fiorentino che fu un bravissimo mastro orologiaio

La ricostruzione, presentata ad Altamura, è stata realizzata da due paleo-artisti olandesi Adrie e Alfons Kennis e combina dunque dati scientifici ed interpretazione “artistica”
La copia di Oetzi, la mummia del Similaun ( Museo Archeologico dell’Alto Adige)[/caption]
La copia grazie al supporto di immagini Tac è stata realizzata con stampante 3D, successivamente il pezzo grezzo è stato modellato e colorato dal paleo artista Gary Staab e dal suo staff
Margareth Madé[/caption]
Franceschini: “la speranza è che altre imprese italiane si ispirino, grazie alle nuove norme più semplici e snelle sulle sponsorizzazioni. La cultura e il mondo delle imprese per troppi anni non hanno dialogato”