“Rinascere dalle distruzioni – Ebla, Nimrud, Palmira”

Tre capolavori distrutti dai fondamentalisti tornano in vita per farci riflettere sulla necessità etica della ricostruzione delle opere d’arte

Tre capolavori distrutti dai fondamentalisti tornano in vita per farci riflettere sulla necessità etica della ricostruzione delle opere d’arte

Delia Pizzuti: “la bellezza è il nostro potere. Agli occhi del resto del mondo, siamo importanti per questo. La natura ci dice di crescere, ci chiede di essere responsabili e di agire di conseguenza”

Oltre settanta opere create tra il 1978 e il 2016 dall’artista che ha fatto della provocazione il suo marchio di fabbrica, tra i protagonisti più visionari e innovatori della scena europea, sicuramente poco amato dagli animalisti

Banksy: “Mi piace pensare di avere il coraggio di far sentire la mia voce in forma anonima in una democrazia occidentale ed esigere quelle cose in cui nessun altro crede come la pace, la giustizia e la libertà”

La personale presentata dall’artista è una rivisitazione del concetto di archivio. In questo progetto Canto affronta alcuni temi caratteristici della sua ricerca artistica, in particolare l’architettura, la fotografia e la scultura

La mostra, a cura di Pier Paolo Pancotto e realizzata in collaborazione con la galleria T293 di Roma, è la prima personale di Claire Fontaine in una pubblica istituzione romana
Solo – Smascherato (Spider Man Classic – 1993 n.26)[/caption]
È il libro il protagonista di questa esposizione che nasce dalla volontà di galleristi e curatrice di far confrontare gli artisti con un oggetto piuttosto distante dai loro ambiti di ricerca
Hyuro, Baile como acto de resistencia (Dance as an act of resistance) Watercolor on paper 100×70 cm[/caption]
L’artista affronta il concetto di “convivenza” che viene indagato attraverso gli interventi di street art e i 15 acquarelli in esposizione

La mostra propone una serie di lavori, realizzati negli ultimi anni, in cui l’artista affronta il concetto di attesa con un intento documentaristico che è diventato carattere fondamentale del suo linguaggio artistico

Nell’esposizione, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, ciascuno dei due artisti, uno scultore e uno street artist, “abita” un piano della galleria, concependo un intervento site specific nell’allestimento dell’altro