Anticipazioni. A settembre al Centro Culturale di Milano una rassegna dedicata ad Achille Funi

[caption id="attachment_20679" align="alignnone" width=""]Achille Funi, Autoritratto con brocca blu – 1920[/caption]

In esposizione trenta opere, tra cui alcune inedite, dell’artista ferrarese, a fianco di lavori di maestri quali Mario Sironi, Piero Marussig, Leonardo Dudreville, Carlo Carrà e altri, con cui ha condiviso l’avventura di “Novecento”

Gubbio al tempo di Giotto. Una grande mostra in tre diverse sedi. Fotogallery

[caption id="attachment_20405" align="alignnone" width=""]Pietro Lorenzetti, Trittico, Gubbio, Palazzo Ducale[/caption]

Da Palazzo dei Consoli al Museo Diocesano, passando per Palazzo Ducale una esposizione che ripercorre le vicende storiche e artistiche tra la fine del 1200 e la seconda metà del 1300, un periodo particolarmente attivo culturalmente per la Città umbra

Casale di Santa Maria Nova. Il mito dell’Appia nella fotografia d’autore. Fotogallery

[caption id="attachment_20637" align="alignnone" width=""]Un’immagine di Santa Maria Nova oggi, Parco Archeologico dell’Appia Antica[/caption]

Dopo il recente restauro l’edificio inaugura con una mostra fotografica, dal titolo “Appia. Self portrait” , aperta dal 28 giugno al 30 settembre 2018. L’esposizione di circa 80 scatti, oltre ad illustrare la storia del sito di Santa Maria Nova,  è un omaggio alla regina viarum

Venezia. Alle Gallerie dell’Accademia in mostra tre opere di Giorgione riunite in un’unica sala

[caption id="attachment_20623" align="alignnone" width=""]Ph. Giorgio o Zorzi da Castelfranco detto Giorgione(Castelfranco 1476/1477- Venezia 1510), Il Concerto. Olio su tela, cm 86×70. Collezione privata Archivio fotografico GAve – “su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Museo Nazionale Gallerie dell’Accademia di Venezia” Fotografo: Matteo De Fina[/caption]

In occasione del bicentenario della prima apertura pubblica del museo  i visitatori potranno vedere assieme la famosa “Tempesta” e la “Vecchia”, già presenti alle Gallerie, e il dipinto “Concerto o Davide Cantore”, opera data in comodato quinquennale, proveniente da un collezionista privato

A Firenze una mostra sull’arte di cavalcare dall’antichità al Medioevo

[caption id="attachment_20611" align="alignnone" width=""]Gruppo fittile con currus e auriga, IV secolo a.C. Argilla Campobasso, Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio del Molise[/caption]

A partire dalle prime rappresentazioni sulle pareti delle grotte preistoriche fino all’impiego della staffa nel corso del Medioevo, il cavallo rappresenta per l’uomo un amico, un segno di prestigio sociale, un simbolo di potere politico. A raccontarlo una esposizione alla Limonaia del Giardino di Boboli